Nessuno vuole essere Robin? La rivincita di Olsen

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© foto 16-09-2019 Calcio, Serie A, Cagliari, Sardegna Arena. Foto Gianluca Zuddas. Nella foto: Olsen

La rivincita di Robin Olsen: il portiere del Cagliari sta convincendo per affidabilità e ieri è stato decisivo nello stadio che non lo ha mai amato

In questo mondo di eroi, nessuno vuole essere Robin. Lo canta Cremonini e lo pensano in molti. Nel calcio, per esempio, fin da bambini quasi tutti vogliono essere palleggiatori e goleador: lo si fa per abilità tecniche naturali ma anche per dare nell’occhio. Da fuori, sugli spalti, una manovra offensiva che si finalizza può togliere il fiato. Ma quando è il portiere a fare la differenza ogni ragionamento muta, ed è così che una parata dietro l’altra vale quanto (anzi, di più) di una palla che gonfia la rete. Lo sa bene il Robin rossoblu, Robin Patrick Olsen, che fra i pali ieri, nella gara contro la Roma terminata uno pari, ha parato l’impossibile. Facendo la differenza.

Autentica saracinesca, lo svedese si è tolto un sassolino dalla scarpa contro i suoi ex compagni di squadra e tifosi che forse non lo hanno mai compreso o forse hanno avuto semplicemente troppa fretta. Robin Olsen, nel mondo degli eroi con i guanti, è un portiere normale. Giunto agli sgoccioli del calciomercato estivo a causa dell’infortunio di Cragno, il gigante silenzioso non sta facendo rimpiangere il suo collega di reparto. E ai tifosi rossoblu questo fa tirar loro un sospiro di sollievo. È aria fresca, considerando il recupero non imminente del titolare.

Intanto Olsen si gode il suo momento, omaggiato dagli applausi dei tifosi del Cagliari ma anche degli addetti ai lavori che su di lui non avrebbero scommesso nemmeno un centesimo. Ma in fondo si sa, ai portieri le luci della ribalta aceccan poco gli occhi poiché su di loro si accendon di rado. E si sa anche che in uno sport dove regnano i numeri dieci e i numeri nove e poco si parla di numeri uno, questi ultimi devono proprio eccellere per farsi notare. In questo mondo di eroi dove tutti vogliono fare gol, insomma, nessuno vuole essere Robin.  Salvo, ovviamente, partite così. E allora sì che essere Robin diventa un valore aggiunto. In barba ai goleador. In barba agli eroi.

Riccardo Sanna