Milan-Cagliari, l’analisi tattica – VIDEO

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L’analisi tattica di Milan-Cagliari 3-0: troppi errori individuali nei gol subiti dai rossoblù

La sconfitta di San Siro contro il Milan è stata determinata da nuovi episodi negativi. La classifica fa paura, il Cagliari trema e deve reagire. Soprattutto deve mettersi alle spalle gli errori commessi domenica sera. Le reti subite dalla squadra di Maran sono frutto soprattutto di errori individuali dei difensori, che hanno permesso ai rossoneri si battere tre volte Cragno.

L’autogol di Ceppitelli

Sul cambio gioco rossonero, il Cagliari si fa trovare troppo stretto e al tempo stesso con le distanze sbagliate tra Padoin (esterno di centrocampo) e Barella (mediano nel 4-4-2 iniziale). Suso non controlla perfettamente il pallone, ma riesce comunque ad avere il tempo e lo spazio per fare la sua classica giocata: da destra se la porta sul sinistro per puntare e calciare. In quella situazione lo spagnolo andrebbe raddoppiato.

Padoin invece accorcia in modo poco deciso, non chiude come dovrebbe il sinistro di Suso, reagendo in ritardo al tocco di esterno sinistro, mentre Pellegrini alle sue spalle non si mette tra palla e porta, preferendo coprire la linea di passaggio su Kessie. Cragno riesce comunque a parare il tiro dello spagnolo, ma sulla respinta Ceppitelli è sfortunato (e al tempo stesso poco reattivo e deciso) con il pallone che gli rimbalza addosso e termina in rete. Si può notare – come contro l’Atalanta – che il Cagliari sia ancora in inferiorità numerica sull’ultima linea, concedendo un pericoloso 4 contro 3 all’attacco rossonero.

Il raddoppio di Paquetá

Sul pallone allontanato da Pisacane, il Cagliari resta schiacciato anziché salire. Calabria ha così il tempo di controllare, avanzare e crossare. Ancora una volta Padoin e Pellegrini accorciano in ritardo, senza riuscire a disturbare l’avversario.

Questa volta sul cross dalla destra c’è parità numerica in area piccola: Pisacane è accoppiato con Kessie, Ceppitelli con Piatek e Srna dovrebbe preoccuparsi dell’inserimento di Paquetá. Il condizionale però è d’obbligo, visto che il croato si perde il brasiliano che va ad una velocità doppia e batte Cragno sul primo palo. Srna addirittura si gira dall’altra parte quando il milanista è già passato.

Il 3-0 di Piatek

La serata horror di Ceppitelli sarebbe stata da primato, se Piatek e Suso avessero segnato sugli “assist” del capitano rossoblù. Tuttavia il numero 23 regala anche il pallone da cui nasce l’azione del 3-0 di Piatek con un colpo di testa sbagliato su un chiaro errore di valutazione del rimbalzo, anche se il polacco è anticipato in un primo momento dall’uscita di Cragno.

Sulla palla vagante arriva Calhanoglu, con il portiere del Cagliari che sceglie di restare al limite dell’area per chiudere – in maniera efficace – lo specchio della porta.

La palla però passa, arriva sui piedi di Piatek che dopo uno stop orientato a porta vuota cala il tris. Pisacane accorcia giustamente sul tiro del polacco, la conclusione sporca però passa comunque e anche qui Ceppitelli sarebbe potuto essere più reattivo sulla linea di porta. Tutto però nasce da quel colpo di testa sbagliato precedentemente dal capitano cagliaritano.

La fase offensiva del Cagliari

Maran è partito con un 4-4-2, schierando Faragò largo a destra e Padoin a sinistra. L’idea era quella di spingere sulle fasce, per creare pericoli con i cross e sfruttare le abilità aeree di Pavoletti. Il risultato è stato che le idee di gioco offensivo sono state poche e Pavoletti non è mai stato messo nelle condizioni di segnare. Il Cagliari ha attaccato maggiormente a sinistra (24 volte, il 45% delle totali), provando a liberare il nuovo arrivato Luca Pellegrini per il cross.

Spesso però l’ex Roma si è ritrovato a dover intraprendere degli impossibili uno contro due. Quando invece è stato liberato da un puntuale cambio campo di Srna, il Cagliari è andato vicino al gol. Joao Pedro è bravo ad anticipare tutti e colpire al volo. Sarebbe giusta anche la scelta del pallonetto sulla respinta, con Donnarumma a terra, ma il brasiliano la alza troppo e colpisce la traversa. Sarebbe stato il gol del 2-1. In una situazione del genere l’area avversaria sarebbe dovuta essere più piena, invece sul cross di Pellegrini ci sono solamente JP e Pavoletti.

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