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Ceter: «Un sogno essere qui. Il Cagliari? Ho accettato subito» – FOTO

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Prima giornata in rossoblù per l’attaccante colombiano Damir Ceter. Il 20enne è stato presentato alla stampa alle 15.30

Damir Ceter è pronto a dare una mano a mister Diego Lopez. Essendo ancora in attesa del visto lavorativo dalla Colombia, l’attaccante non sarà però a disposizione del tecnico uruguaiano per la trasferta di Crotone. È arrivato in Sardegna venerdì e oggi si è legato oggi al Cagliari fino al 2022. Questo pomeriggio Ceter è stato presentato alla Sardegna Arena.

LA CHIAMATA DEL CAGLIARI – «Ho giocato l’ultima partita nel luglio 2017 con l’Independiente Santa Fé, un pareggio contro la squadra di Bogotà. Ho avuto qualche buona occasione ma non sono andato in gol. A gennaio – spiega Ceter – stavo iniziando la stagione con il Santa Fé, non avevo ancora firmato e sono stato contattato dal Cagliari. Ho accettato subito con entusiasmo, confrontarsi con il calcio europeo è il sogno di ogni ragazzo che gioca a calcio in Colombia».

CARATTERISTICHE – «Mi considero un giocatore potente e rapido, non sono il tipico centravanti d’area di rigore ma mi piace anche svariare sul fronte offensivo. Sono bravo nell’uno contro uno, mi piace partire da lontano. Oggi come oggi sto bene fisicamente, mi alleno costantemente per tenermi in forma e avere il ritmo nelle gambe. Certamente la condizione deve crescere ma è già buona. Ho giocato nella Colombia Under 20 nel torneo sudamericano in Ecuador, ho segnato due gol in due partite».

IBARBO E PEREZ – «Conosco Ibarbo perché è un nazionale del mio paese. Non ho parlato con lui, lo apprezzo come persona e so che a Cagliari ha fatto bene. Io voglio dare il mio contributo alla squadra. Il mio esempio come giocatore è Radamel Falcao, nel mio paese è un idolo e ha trascinato la Colombia al Mondiale. Lo ammiro come giocatore e sul piano umano. All’Independiente Santa Fé sono stato allenato da Gregorio Perez, già tecnico del Cagliari anni fa. Naturalmente ci ho parlato, mi ha raccontato di un’isola popolata da gente corretta e amichevole. Mi ha raccontato anche di quanto la tifoseria sostenga la squadra, ha avuto ottime parole per questa città e questo club come destinazione per la mia carriera».

OBIETTIVI – «Se somiglio a Falcao come tipo di giocatore? Magari più a Muriel, perché parte da dietro e partecipa alla costruzione della manovra offensiva. Dopo luglio scorso ho subìto un infortunio al menisco del ginocchio sinistro e mi sono dedicato a recuperare fisicamente e mentalmente. Ho preferito mettere a posto tutto per tornare alla miglior condizione visto che la stagione in Colombia era già agli sgoccioli. Per me arrivare in questo club è un passo importante, tutti i colombiani desiderano mettersi alla prova con il calcio italiano ed europeo. So che l’obiettivo attuale non sarà magari la qualificazione europea, ma considero questo passaggio una crescita nella mia carriera. Per ma mia famiglia è un orgoglio che io sia qui, sono stati tutti contenti della mia scelta».

I NUOVI COMPAGNI – «Pavoletti è un grande giocatore, sa giocare spalle alla porta ed è abile nel gioco aereo. Io sono qui per imparare, adattarmi al gioco della squadra e trovare l’intesa con i compagni. Il tempo dirà se potrò ritagliarmi uno spazio, la posizione in campo non è un problema. Chi conoscevo del Cagliari? Di fama Castan, van der Wiel e Pavoletti. Spero di prendere confidenza con questa squadra, questo al momento è il mio obiettivo personale. Così potrò ricambiare la fiducia».

Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Sergio Cadeddu

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