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Ex Rossoblù

Le magie degli uruguaiani a Cagliari

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La città di Cagliari e anche il suo club di calcio che la rappresenta emotivamente a livello sportivo, hanno un legame indiscusso con un paese sudamericano.

Si tratta dell’Uruguay, un piccolo paese tra Argentina e Brasile nel quale si è sviluppato un amore viscerale e unico per il calcio. Rappresentanti della famosa e storica garra charrua, ossia di quel sentimento combattivo puro e leale tipico del calcio del loro paese, gli uruguaiani si esaltano nella lotta, ne parliamo anche noi su CagliariNews24, in mezzo al campo e per questo a Cagliari sono sempre ben accetti.

Andiamo a vedere, di seguito, quali sono stati gli uruguaiani, di cui ci parla anche SkySport, che nel capoluogo sardo hanno lasciato il segno negli ultimi decenni. 

Francescoli e O’Neill, esponenti di magia pura

Fu nell’estate del 1990, quella del mitico mondiale delle ‘notti magiche’ di cui possiamo leggere su Agi, per intenderci, quando la nazionale uruguaiana fece notizia per il suo rendimento all’evento planetario giocatosi in Italia. Dopo il mondiale, infatti, Pepe Herrera, Daniel Fonseca e un certo Daniel Francescoli furono acquistati insieme dal Cagliari, che puntò sul loro estro e sulla loro voglia di far bene. Tra tutti, Francescoli spiccava per la sua abilità nel superare l’avversario, ma anche nella sua capacità di essere uomo squadra, qualcosa di necessario per ottenere due salvezze consecutive e anche la storica qualificazione alla Coppa Uefa nella stagione 1992-93. La squadra rossoblù, attualmente una delle coinvolte nella bagarre per non retrocedere da quello che possiamo evincere dalle quote sportive di Betway più aggiornate a inizio marzo, era all’epoca una realtà più solida proprio per la rosa a disposizione, con Francescoli come leader tecnico. Il numero 10 della nazionale Celeste anticipò di qualche anno l’arrivo di un altro centrocampista offensivo che avrebbe sciorinato sprazzi di magia pura. Parliamo ovviamente dell’amatissimo Fabian O’Neill, [di cui scriviamo noi di CagliariNews24](https://www.cagliarinews24.com/oneill-il-cagliari-attuale-mi-sta-sorprendendo/), ossia di colui che per molti tifosi sardi continua a essere il calciatore più talentuoso mai approdato al capoluogo dell’isola. Arrivato nell’estate del 1995 dal Nacional de Montevideo, il robusto e talentuoso centrocampista visse cinque splendide annate all’allora stadio Sant’Elia, diventando l’idolo assoluto dei tifosi per le giocate di classe assoluta mostrata in campo, e ancora oggi per molti cagliaritani rappresenta un unicum dal punto di vista tecnico.

Dai goal di Fonseca alla garra di Nandez

Se Francescoli aveva portato grande classe, Fonseca recava con sé l’abilità innata nell’andare in goal, e dal 1990 al 1992, fu lui a rappresentare la garanzia di efficacia sotto porta in casa cagliaritana. Dotato di un mancino sopraffino e di un ottimo senso della posizione, Fonseca realizzò 17 reti in 50 presenze, aprendo così una grande tradizione di attaccanti uruguaiani che avrebbero fatto breccia nel cuore dei tifosi locali. Dopo di lui, arrivò l’attaccante Dario Silva.

Oggi, invece, sono due i charrua che si stanno distinguendo al Cagliari, team calcistico vestito dalla nota marca tedesca Adidas. Insieme a Nandez, che si sta riprendendo da un infortunio, oggi al Cagliari gioca anche Gaston Pereiro, il cui positivo stato di forma [è stato analizzato anche su CagliariNews24. E sarà proprio a loro due che l’attuale tecnico Walter Mazzarri chiederà quel quid in più per potersi salvare ed evitare una retrocessione in Serie B che sarebbe disastrosa per tutta la squadra del capoluogo sardo.

Tabarez e Diego Lopez, illustri teste pensanti

Dopo tanti calciatori, vanno anche menzionati gli allenatori uruguaiani che saranno sempre ricordati con amore a Cagliari. Il primo è ovviamente Oscar Washington Tabarez, capace di disputare ben quattro mondiali come CT della nazionale del suo paese. Approdato in Sardegna nell’estate del 1994, il Maestro, come lo chiamano nel suo paese, ottenne un buon nono posto in Serie A che attirò addirittura l’attenzione del Milan. Quattro anni dopo Tabarez, arrivò invece il difensore Diego Luis Lopez, che visse un rapporto reciprocamente amoroso con la piazza, dove giocò per 12 anni fino al ritiro. Lopez è diventato praticamente un cittadino onorario di Cagliari, finendo poi con l’allenare il club sardo della prima squadra e ancora oggi si sente a casa sua nell’isola.

Il vincolo tra Cagliari e i calciatori uruguaiani è ancora oggi indissolubile, e nel futuro si immagina che sarà consolidato da altre nuove reclute. 

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