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Larrivey: «Mi manca Cagliari, una città e un popolo fantastici»

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L’ex attaccante rossoblù Joaquin Larrivey ha rilasciato alcune dichiarazioni, ricordando con nostalgia il suo passato al Cagliari

Joaquin Larrivey, in maglia rossoblù dal 2007 al 2012 e attuale capocannoniere del campionato cileno, ha parlato ai microfoni del sito Gianlucadimarzio.com. El Bati attualmente gioca per la Universidad de Cile, dove è arrivato per condurre la squadra alla salvezza. Ha vestito i colori del Cagliari per 5 stagioni in Serie A, intervallate dai prestiti al Velez e al Colon, per poi lasciare definitivamente la Sardegna e approdare in Messico nel dicembre 2012. Queste le sue parole in merito all’esperienza cagliaritana: «All’inizio è stato difficile, non parlavo l’italiano e non giocavo molto. Ero giovane e lo stile di vita era diverso, ma è stata un’esperienza bellissima. Ho conosciuto una città e un popolo fantastico. Vorrei rivedere i vecchi amici con cui sono rimasto in contatto. Era un bel gruppo, che non mi ha fatto sentire la distanza dall’Argentina. Ancora oggi, grazie ai social, mi sento con tanti di loro. Da Conti a Matri, fino a Ibarbo che ho rivisto in Giappone.

ASTORI – Un pensiero al compagno di tante battaglie Davide Astori, che a Cagliari ci arrivò un anno dopo, nel 2008: «Quando giocavo in Spagna mi venne a trovare perché voleva che conoscessi sua figlia e sua moglie. Lui è sempre stato un grandissimo compagno ed è sempre rimasto umile, non a caso è diventato il capitano del Cagliari e della Fiorentina. Quando ho saputo della sua scomparsa, ci sono rimasto malissimo come tutti, perché sapevo quanta classe avesse».

CELLINO – La costante nell’avventura in Sardegna di Joaquin Larrivey è sempre stata Massimo Cellino, con il quale il centravanti argentino ha avuto un rapporto speciale: «Un pazzo, ma molto intelligente e un grande appassionato di calcio. Lui credeva tanto in me. Non voleva cedermi in Italia e aspettò la fine del mercato in Europa per mandarmi in Messico. Io ci rimasi male, ma quando sono andato via mi ha abbracciato e mi ha detto ‘Tu per me sei come un figlio’. Credo mi abbia apprezzato come ragazzo, mi consigliava quale macchina acquistare, in quale casa abitare, mi ha fatto studiare la chitarra ad Assemini. Ovviamente però non sempre lo ascoltavo e facevo di testa mia»

ALLEGRI – Nella sua avventura in rossoblù, sotto la gestione Cellino, l’attaccante sudamericano ha visto passare da Asseminello moltissimi allenatori. Uno però, è rimasto nel cuore di Larrivey: «Dico Allegri. Ricordo la sua vicinanza ai giocatori, usava sempre le parole giuste e nei momenti giusti. Sapeva tenere unito il gruppo».

IL FUTURO – L’attaccante di Gualeguay adesso ha 36 anni, è concentrato sulla sua U De Cile, al sesto posto nel campionato cileno, ma pensa al futuro: «Sto seguendo il corso di Menotti per diventare allenatore, mi mancano 5-6 mesi». Nell’agenda di Larrivey la carriera da allenatore, ma una volta appesi gli scarpini al chiodo, c’è la promessi di tornare nell’Isola: «Non mi pento di nullla nella mia carriera, senza quegli sbagli non sarei diventato quello che sono. A mia moglie dico sempre che dobbiamo tornare in Sardegna, perché ci siamo conosciuti dopo e vorrei fargliela conoscere, ma purtroppo ancora non ci sono riuscito. Lo faremo sicuramente quando smetterò di giocare». 

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