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Joao Pedro e Cragno in Nazionale, paradosso convocazione: Mancini ha fallito nella gestione

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In questa settimana dedicata alle Nazionali, con l’eliminazione dal Mondiale per l’Italia, è sorto un grande dibattito

In questa settimana dedicata alle Nazionali che ha visto l’Italia per la seconda volta di fila non accedere al Mondiale, venendo eliminata dalla abbordabile Macedonia del nord, è sorto un vero è proprio dibattito su dove fossero i problemi e su chi far ricadere le colpe.

Fare un processo in questo momento sicuramente non è la miglior soluzione, l’Italia deve rialzare la testa, farlo in fretta e tornare ad essere la Nazionale che tutto il mondo ha potuto ammirare nel luglio scorso alzare al cielo di Wembley la coppa dell’Europeo.

Un piccolo appunto però va fatto, e riguarda le scelte fatte da mister Mancini per questi playoff. Dopo le note parole del ds rossoblù Capozucca sulla possibilità di convocazione per Joao Pedro il Ct Mancini ha iniziato a seguirlo da vicino convocandolo prima allo stage e successivamente nel gruppo per le partite di playoff, lasciando a casa uno come Mario Balotelli. Nel match che ci ha visto essere eliminati, il capitano del Cagliari è stato preferito tra i convocati a Zaniolo, Belotti e Scamacca: fin qui tutto nella norma. Il paradosso sorge nel momento in cui il Ct ha fatto questa scelta (si suppone perché creda nel giocatore) ma lo ha lasciato in panchina nel match più importante contro la Macedonia, facendolo subentrare a tempo ormai scaduto e non concedendo neanche un minuto nell’amichevole contro la Turchia. Che senso ha convocare un giocatore, portarlo in rosa lasciando in tribuna altri tre validi giocatori, se poi non lo si manda in campo?.

Discorso diverso per Alessio Cragno, convocato con la consapevolezza di non essere un titolare e si sa, nel ruolo di portiere è sempre più difficile trovare minutaggio se non si gioca dal primo minuto. In questo caso non ha sorpreso la scelta di schierare Donnarumma titolare contro la Macedonia, bensì quella di lasciare Cragno in tribuna nell’amichevole contro la Turchia a favore di Gollini che nel suo club (il Tottenham) non ha praticamente mai giocato da quando è arrivato.

Su queste scelte, il commissario tecnico Mancini, ha sicuramente sbagliato la gestione.

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