Il doppio ex Oliveira: «Cagliari primo amore, per la Fiorentina sarà dura»

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A guardare CagliariFiorentina dagli spalti del Sant’Elia c’è anche un doppio ex di lusso: Luis Airton Barroso Oliveira, arrivato in rossoblù dall’Anderlecht nel 1992 scrisse pagine storiche per la formazione sarda prima di volare proprio a Firenze. Oggi, sardo d’adozione e allenatore in cerca di panchina, si gode la sfida fra le sue ex squadre e sa bene ca che parte sta il suo cuore.

 

Lulù, che impressione ti ha fatto l’avvio dei rossoblù in campionato?
«Nessuno si aspettava inizio così importante, nonostante qualche difficoltà in trasferta. Sarebbe servito più coraggio in casa della Juve e la consapevolezza di non essere non inferiore alle altre affrontate lontano dalla Sardegna. Ora arriva il momento difficile, dopo una vittoria importante e prestigiosa in traferta la gente si aspetta qualcosa. E’ la grande possibilità di vedere se nella testa dei giocatori c’è la forza per dare continuità al lavoro straordinario fatto finora».

 

I viola sembrano invece in crisi dopo che l’anno scorso hanno a tratti stupito per qualità del gioco.
«L’anno scorso Fiorentina era già squadra, quest’anno cessioni importanti non sono state ben coperte in fase di allestimento della rosa. Anche in preparazione c’erano ancora problemi di mercato, questo disturba sempre lo spogliatoio. E’ in difficoltà nonostante la vittoria di Europa League in settimana. Contro l’Atalanta non meritava nemmeno il pareggio, se Paulo Sousa vuole dare una svolta devono cominciare adesso. Oggi è una partita cruciale per valutare questa possibilità».

 

Quella fra Cagliari e Fiorentina non è mai una partita come le altre per te.
«Cagliari per me resta per sempre una esperienza straordinaria, partivo dal Belgio e non sapevo nemmeno dove fosse la città sarda. Ricordo l’arrivo, non parlavo italiano e mi rivolgevo in francese a Francescoli. Al primo anno a volte ho fatto panchina, l’adattamento è stato difficile rispetto al Belgio. Poi ho cominciato a capire che dovevo passare e correre verso la porta. In un Cagliari-Fiorentina ricordo una mezza rovesciata che ci diede la vittoria. Con la maglia viola segnai di testa al Sant’Elia».

 

In un Cagliari-Fiorentina avvenne anche il famoso episodio che ti vide protagonista di un discusso rigore.
«L’episodio del rigore concesso per fallo di Toldo, che in realtà non c’era, fece creare una canzoncina ironica a Firenze. C’è voluto tanto tempo perché mi dessero un rigore, anche quando mi buttavano giù pagavo quella fama di simulatore. E’ stato solo un episodio, ma mi è costato tanto».

 

Pec chi batte il tuo cuore questo pomeriggio?
«Provo affetto per entrambe, ma Cagliari è il primo amore. Spero che dimostri di essere superiore sul campo. Rispetto per la Fiorentina».

 

L’Oliveira allenatore invece che piani ha per il futuro?
«Non ho ancora trovato squadra nonostante il bel lavoro fatto a Malta, un anno fermo non piace a nessuno. Spero di trovare una panchina presto, ho una gran voglia di tornare in campo».

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