Ibarbo: «Cagliari, sono pronto. In Sardegna per tornare grande»

victor ibarbo
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Victor Ibarbo è stato presentato oggi al Cagliari 1920 Store del Largo Carlo Felice. L’attaccante colombiano ha scelto la maglia numero 32

Pronti via, il Cagliari riaccoglie Victor Ibarbo. Atterrato ieri all’Aeroporto di Elmas, oggi il colombiano si è unito al gruppo di mister Rastelli. Questa mattina il primo allenamento sul prato verde del Sant’Elia, vetrina che ha permesso alla punta di Cali di affermarsi in Italia e di vestire la maglia dei Cafeteros di José Pekerman. Alle 18:00 l’attaccante sudamericano si è poi recato presso lo store rossoblù del Largo Carlo Felice, dove è stato presentato alla stampa. A fargli compagnia anche il ds Stefano Capozucca, che ha fatto il punto sulla sessione invernale di calciomercato. «Qui sono sempre stato bene e posso dare una mano ai miei compagni», esordisce il 26enne. Il trasferimento alla Roma, poi Watford e Panathinaikos, ora Ibarbo cerca di rilanciarsi in rossoblù: «Quando sono andato via ero infortunato e non avrei potuto giocare, ma volevo scendere in campo subito e mi sono infortunato per tre o quattro mesi. Poi c’è stato il Mondiale e tutto il resto, ma è normale che quando chiama una squadra delle dimensioni della Roma è difficile dire di no. Negli ultimi due anni tante cose sono andate storte, dall’infortunio al tendine rotuleo in poi. Al Panathinaikos mi sono trovato bene, ho giocato tanto; poi non abbiamo trovato un accordo per continuare, ma sono tornato qui a Cagliari dove sono maturato e voglio riuscire dove non riuscii allora. Sono arrivato ieri sera e ho parlato subito con il mister e i compagni: ho iniziato oggi ad allenarmi, devo riprendere condizione perché sono stato fermo un paio di settimane ma conto di essere pronto in qualche giorno. Non ancora per questa domenica, devo prima trovare il ritmo che i miei compagni hanno già. Voglio prepararmi bene e non rischiare infortuni».

RITORNO A CAGLIARI – «Durante la sosta invernale del campionato greco – continua il colombiano – ho parlato col presidente del Panathinaikos ma non abbiamo trovato un accordo, quindi ho subito chiamato il Cagliari per prendere accordi. Prima di lasciare Cagliari giocavo attaccante esterno, ma il ruolo in questo momento non mi preoccupa: voglio solo essere a disposizione del mister. Ogni squadra ha un suo sistema, io sono pronto. Ho visto le ultime partite del Cagliari, in questo momento non bisogna mettersi limiti e cercare di arrivare più lontano possibile. Cagliari è stata la mia prima piazza europea, ho capito da tanto tempo che sarei dovuto tornare qui per rialzarmi. Da nessun’altra parte ho trovato il feeling che c’è qui, ho incontrato i nuovi compagni e mi sembrava di conoscerli già da allora. Credo di essere in debito con Cagliari, sono partito troppo presto e ora voglio dimostrare che sto bene e posso giocare in rossoblù. Con Rastelli ci siamo presentati, so che posso dare più di quanto ho fatto vedere negli ultimi due anni e spero di convincere il mister. La concorrenza con i compagni mi piace. Da un paio di mesi non mi convocano in nazionale, ma ho tempo e fiducia per rientrare nel giro. In Grecia mi sono trovato molto bene con Stramaccioni, ha messo su una buona squadra ma poi le cose non sono andate bene. Sono arrivato in Italia molto giovane, ora ho 26 anni: se tornassi indietro di due anni non me ne andrei da Cagliari, il mio desiderio ora è recuperare il calcio che ho perso in questo periodo. Grazie a Dio posso farlo a Cagliari. Il mio numero era il 23, ma ce l’ha Ceppitelli quindi ho invertito le cifre e prendo il 32».

Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Sergio Cadeddu

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