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Gravina: «Riforma dei campionati a breve. Italia? Se pensiamo da dove siamo partiti…»

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Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato dell’attuale situazione relativa al calcio italiano e alla nazionale di Roberto Mancini

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva dell’attuale situazione relativa al calcio italiano e alla nazionale di Roberto Mancini.

ELEZIONI – «Il momento più esaltante per me è stato il 22 ottobre del 2018, per le modalità e il consenso con cui sono stato eletto alla guida del calcio per una sorta di rivoluzione culturale: credo che sia nei contenuti sia nei modi che negli impegni si possa parlare di rinascimento del calcio. Difficoltà ce ne sono state diverse, come è normale quando si ha la responsabilità di governo di una istituzione molto complessa come quella del calcio: ho avuto momenti di grande esaltazione grazie alle nostre nazionali, i risultati ci hanno dato energia per superare uno dei momenti più difficili dei giorni nostri».

CORONAVIRUS – «Il giorno in cui la Francia ha deciso di sospendere il campionato io ho visto crollare una prospettiva, perché ho avuto paura per il mio progetto sul calcio italiano e per l’entusiasmo dei tifosi. Ho visto il buio più profondo perché temere di non poter finire il campionato e intaccare il futuro del calcio italiano è stato uno dei momenti più brutti della mia vita».

NUOVA RIFORMA – «La prossima rivoluzione sarà dare contenuto all’espressione della sostenibilità: mi riferisco alla riforma dei campionati, ci siamo perché i tempi ce lo impongono. Questo è un campionato di Serie A molto avvincente, ma direi che lo sono tutti i campionati professionistici: le sorprese di queste prime giornate non possono che far bene a questo movimento».

MANCINI – «Con Mancini non ci sono problemi, c’è grande sintonia sulla progettualità e c’è un contratto che ci lega fino al dicembre 2022: ne parleremo con molta serenità ma quello che contraddistingue il nostro rapporto è la qualità di stile e il cercare di fare il bene del calcio italiano. Siamo pronti per gli Europei, stiamo affinando i presupposti per consentire al nostro paese di fare una grande figura legata all’efficienza e alla professionalità. Una vittoria è già stata raggiunta, quella di due anni di successi che ci hanno consentito di risalire posizioni nel ranking mondiale così come l’aver raggiunto la final four di Nations League: se pensiamo da dove eravamo partiti…».