Giulini: «Di Francesco tecnico importante, voglio un Cagliari che diverta»

© foto 04-08-2020 Cagliari, Teatro Doglio, Presentazione Di Francesco e Carta. Foto Gianluca Zuddas/CagliariNews24.com. Nella foto: Giulini

Cagliari, le parole di Giulini nella conferenza stampa di presentazione di Di Francesco e del nuovo ds Carta

Al fianco di Di Francesco e Carta, il presidente del Cagliari Tommaso Giulini ha parlato alla stampa del nuovo progetto: «Ci siamo incontrati dieci giorni fa ed è nato un feeling totale, è l’allenatore giusto per tornare a giocare a calcio. Carli due anni fa è stato decisivo per la salvezza. Ripartiamo dagli uomini che sono al mio fianco in questo momento. Il Cagliari riparte da Di Francesco, in Serie A pochissimi allenatori negli ultimi anni sono arrivati in semifinale di Champions League ed anche il percorso a Sassuolo è importante. Ho conosciuto anche lo staff del mister, è molto importante. Ripartiamo dall’organizzazione societaria, abbiamo portato il Cagliari ad un altro livello e cerchiamo sempre di migliorare tra prima squadra e settore giovanile. Carta farà anche da raccordo con il settore giovanile, con la Primavera in particolare. L’organizzazione societaria è tutto. Carta è sopravvissuto a Cellino e Marino, due presidenti difficili, mi auguro che possa durare più di due anni con me dato che molti mi rimproverano che dopo due anni taglio la testa ai ds. Credo che abbiamo un parco giocatori importante e qualcuno di importante che torna dai prestiti. La grande campagna acquisti della passata estate non ha pagato quanto speravamo. Spero si possa costruire molto dalla rosa che abbiamo a disposizione, l’allenatore avrà delle esigenze particolari che discuterà col direttore e che la società cercherà di assecondare. Non è un momento semplice, chiuderemo il secondo bilancio in rosso. Dovremo anche far fronte all’esigenza di garantire la solidità economico-patrimoniale della società, ma compatibilmente con ciò cercheremo di assecondare le richieste del mister. Il sogno era quello di riuscire a competere sino alla fine per posizioni europee nell’anno del Centenario. Non esserci riuscito mi ha abbastanza segnato. E’ stato un 2020 molto particolare, con una pandemia di mezzo e tanti altri problemi. Un anno iniziato molto male, l’ambizione non è sulla classifica ma di ricominciare a giocare a calcio, come ha detto prima il mister. Tutto l’ambiente ha bisogno di entusiasmo, vogliamo costruire qualcosa insieme attorno ai nostri valori. Mi è piaciuta molto l’integrità morale del mister e la sua perseveranza nel ripartire da una piazza che non è la Roma: poteva aspettare una chiamata da un altro club. In questo momento, scherzando, gli chiedo di farci arrivare almeno tredicesimi dopo i piazzamenti degli ultimi anni: il tutto chiaramente con un’identità chiara. Cosa non farei nell’ultima stagione? Nel mercato di gennaio abbiamo provato a prendere prima Kjaer e poi Juan Jesus, poi non ci siamo riusciti e abbiamo virato su Pereiro: anche un difensore di un livello un po’ inferiore, col senno di poi, ci sarebbe servito comunque nel ritorno. Dobbiamo trasmettere ai ragazzi quanto è importante vestire questa squadra. Carli? Ho sempre avuto l’abitudine di delegare e non si può dire che il delegato abbia fatto risultati soddisfacenti. Nonostante questo riconosco tutti i valori umani di Carli, a cui sono affezionato. L’addio è stato complicato anche dal punto di vista emotivo, ma dovevamo ripartire con un nuovo progetto. Abbiamo scelto Carta, Cossu e Colombo. Vogliamo arrivare ad avere una società unica: prima squadra e settore giovanile, insieme a tutti gli altri aspetti, devono essere un tutt’uno. Per questo ci vogliono delle abilità particolari che credo che il ds Carta abbia. Stadi? La situazione ad oggi non ha novità, ho poca voglia di rispiegare ancora cosa penso. Giudicare la situazione dalla Sardegna è più facile, non vorrei banalizzare il problema, ma è chiaro che come tante attività di intrattenimento stanno ripartendo potrebbe farlo anche il calcio: penso che si possa ripartire con una capienza ridotta. Obiettivo? Competere con tutte le città e le proprietà importanti che stanno in A, la salvezza è sempre l’obiettivo principale. Cosa voglio dal Cagliari di Di Francesco? Voglio divertirmi e far divertire, voglio una squadra che esca dal campo con la maglia sudata, che renda orgogliosi i tifosi. Sono sempre abituato a guardare avanti, con ottimismo. Sono sicuro che ci divertiremo e faccio un grande in bocca al lupo al mister ed al direttore Carta».

Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Sergio Cadeddu