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Giulini: «I complimenti fanno piacere ma ora ci servono punti»

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Il presidente del Cagliari a tutto tondo sulla classifica, il mercato e lo stadio: le parole di Tommaso Giulini

Forum di presidenti nella redazione de La Nuova Sardegna, dove oggi si sono seduti al tavolo Tommaso Giulini, Stefano Sardara e Alessandro Marino. Cagliari Calcio, Dinamo Sassari e Olbia a confronto per avere il polso della situazione relativa alle tre realtà più rilevanti dello sport isolano.

Il presidente Giulini ha voluto subito mettere in chiaro il suo pensiero sul momento dei rossoblù: «A Torino abbiamo giocato una buona gara, ultimamente stiamo esprimendo un buon calcio. Dispiace perché usciamo con zero punti e a noi le partite piace vincerle o almeno pareggiarle. I tre gol sono frutto di altrettanti errori individuali abbastanza gravi. Avremmo meritato di uscire da quel campo almeno con un pareggio. Anche a Milano con l’Inter avremmo potuto fare un punto e siamo rimasti in partita fino alla fine, ma non è bastato. Ci servono punti, quando sei quattordicesimo in classifica i complimenti servono a poco. I punti servono per risalire in classifica, perché quest’anno riteniamo di avere un organico da metà classifica».

Spazio anche a un’analisi sul movimento calcio italiano: «In Italia c’è un meccanismo che non tutti conoscono, si chiama stanza di compensazione. Significa che se acquisti un calciatore italiano sei sicuramente obbligato a pagarlo e a farlo entro le scadenze stabilite. Tutto ciò è regolato dalla Lega. Invece se compri all’estero puoi magari pagare un po’ meno, rinegoziare, tardare: certi club preferiscono comprare fuori per questo motivo. In questi anni stiamo dimostrando il giusto coraggio di far giocare giovani italiani in Serie A. A parole si può dire quel che si vuole, ma il movimento calcio si aiuta con i fatti. Per noi è una sensazione bellissima vedere Barella e Cragno in Nazionale, sono sicuro che anche Pavoletti se avesse segnato alla Juventus sarebbe stato chiamato in azzurro per i prossimi impegni; non è detto che non capiti lo stesso».

Giulini ha anche sottolineato lo spirito con cui tiene le redini della società: «Insieme ai miei collaboratori ho l’onore e la responsabilità di gestire questo club, ma non mi scordo mai che il Cagliari appartiene prima di tutto ai tifosi. Mi capita in qualsiasi luogo, anche all’estero, di essere fermato da qualche tifoso sardo che mi fa sentire come ci sia un popolo sempre vicino a questa squadra».

Mercato e obiettivi stagionali: «È prematuro parlare di Barella in chiave mercato, anche se si è scatenato il tam tam dopo le buone prestazioni con la maglia dell’Italia. Siamo ai primi di novembre e il campionato finisce a giugno, per quest’anno abbiamo la fortuna di avere in rosa un Barella in grandissimo spolvero e ce lo godiamo. Maran sta aiutando non poco a farlo crescere ulteriormente. Abbiamo la fortuna di avere Pavoletti in stato di grazia, un campione come Srna e tanti altri buoni giocatori: dobbiamo vivere il presente. In genere queste cose le dico negli spogliatoi ma ci tengo a far sapere ai ragazzi che sono molto contento per la prestazione che hanno sfoderato a Torino e per quanto fatto in questo inizio di stagione, ma la realtà è che non abbiamo ancora fatto nulla. Oggi siamo quattordicesimi e abbiamo davanti tre partite complicate, a Ferrara troviamo una squadra ferita e sarà difficile. Il Torino poi ha dominato la Samp a Genova, ma non sarà semplice neanche a Frosinone. Queste tre partite diranno molto del nostro futuro e serve la massima concentrazione, dimentichiamoci i complimenti che dopo due giorni stanno già diventando fastidiosi. Dobbiamo essere umili e aggredire queste tre partite, perché questa squadra può salire in classifica ma deve farlo con il lavoro e con il gioco che quest’anno c’è».

Infine la questione stadio, argomento atteso da tantissimi tifosi e in attesa di sviluppi: «Sotto la nostra gestione lo stadio si farà. Non sono ancora in grado di dire in quale stagione lo inaugureremo, ma prometto che si farà. Una volta fatto quello magari potremo avere qualche ambizione in più anche sul piano sportivo».

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