Giampaolo: «Cagliari competitivo, noi vogliamo far bene in trasferta»

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Così Marco Giampaolo alla vigilia di Cagliari-Sampdoria: «Il Cagliari è una squadra che in casa fa molto bene, noi vogliamo dimostrare di essere da sesto posto»

Mentre Diego Lopez concludeva la sua conferenza stampa, Marco Giampaolo iniziava la sua in quel di Genova. Il tecnico blucerchiato ha puntato sulla voglia di ripartire dei suoi, reduci da due sconfitte contro Bologna e Lazio: «Bisogna giocare bene, con intensità e applicazione mentale sia in casa che in trasferta. Lontano dal “Ferraris” ci manca quel tipo di ambiente dove ti spingono in ventimila. Dobbiamo essere bravi a ripeterci anche fuori casa, l’atteggiamento non deve cambiare si tratta solo di gestire in alcuni momenti della partite le influenze ambientali che possono inclinare la partita per un verso o per l’altro. Anche questa è una crescita», riporta sampnews24.com.

GIAMPAOLO RITROVA LOPEZ E IL CAGLIARI – «Lopez è stato il mio capitano e il mio calciatore, un giocatore di temperamento, serio e leader. Ho avuto un ottimo rapporto con lui, purtroppo ci sentiamo poco, lo ritrovo volentieri. Il Cagliari è una squadra, da quando è arrivato Lopez, che sta giocando sempre alla stessa maniera, battendo un certo tipo di strada, questo è un vantaggio per loro perché possono lavorare bene sulle cose da migliorare. È una squadra che in casa fa molto bene, ha idee. Noi abbiamo visto diverse partite e conto molto su quello che riesce a dare la mia squadra. Che loro siano competitivi lo so già, so quali valori hanno, per me è determinante quello che riesce a dare la Sampdoria».

DUBBIO STRINIC, PRONTO MURRU – «La Sampdoria arriva bene alla gara nell’ottica delle prestazioni fornite in campo, riuscisse a ripetere la prestazione di domenica sarebbe ottimo. Strinic è ancora in dubbio, ha ripreso con noi, ma ho qualche dubbio sulla sua efficienza fisica: in caso sceglierò Murru. Ha fatto bene nell’ultima gara, ovviamente c’è ancora qualche esitazione, gli errori se si fanno in linea con quello che si sta facendo vanno bene, perché li puoi analizzare e superare. Un errore non può determinare una esclusione. Un giocatore non sta dentro solo se è un lavativo, se non si applica, se è superficiale, non in base agli errori. Il problema non si pone perché in allenamento mostra impegno, cerca di capire, fa le cose per bene».

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