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Zappa: «Vi rivelo qual è il mio sogno. Sull’Inter…»

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Gabriele Zappa, terzino destro del Cagliari di mister Claudio Ranieri, è stato ospite di una trasmissione radiofonica

Nella serata odierna Gabriele Zappa, terzino destro del Cagliari di Claudio Ranieri, è stato ospite di una trasmissione radiofonica su Radiolina. Il giovane difensore ha parlato durante “Il Cagliari in diretta” della stagione in corso e verso la partita contro l’Inter di Simone Inzaghi. Le sue parole:

LE PAROLE DI ZAPPA –

ATALANTA – «Sto bene, soprattutto dopo questa vittoria. Si, ci credevamo, alla fine non abbiamo mollato fino all’ultimo. Dalla panchina, dopo il gol di Sacamacca, abbiamo visto vedere gli altri dare il massimo e ci credevamo. Dopo il gol di Augello ci abbiamo creduto di più. Sono stati 3 punti fondamentali, in settimana si respirava un’aria positiva».

EMOZIONI – «Sono state belle le rimonte contro Sassuolo e Frosinone, con emozioni forti. Ancora di più lo sarà quella che aspettiamo alla fine».

RANIERI, TIFOSI, INTER – «Tifosi? Avevo bisogno di vivere di più la Sardegna e tifosi, per capire cosa potessero darci. Ora l’ho capito. Ci spingono fino alla fine, dall’anno scorso la sento più forte. Dopo le varie rimonte li abbiamo sentiti far tremare a Domus. Mister Ranieri sta dando ed ha dato tanto. 30 punti? Una boccata d’aria raggiungerli ma mancano tante partite fino alla fine. Mancano ancora tanti punti. Con l’Inter sarà la partita più difficile, ci batteremo dando il 110% perchè il 100% non basterà. Loro sono i più forti».

SCAMBIO CON L’OSPITE LORENZI (EX TENNISTA) – «Speriamo di essere già salvi quando dovremmo sfidare la tua Fiorentina (Ride n.d.r.). Spunti dal tennis? Non tanto. Non saprei, ammiro il fatto che loro giocano da soli, ci vuole una forza mentale assurda. Nel tennis sei da solo eccetto i coach, ma in in campo sei solo. Nel calcio hai compagni ed allenatore, per loro è più difficile. Aiuti in tal senso? Quando sbagli devi saper archiviare tutto e pensare all’azione successiva per fare qualcosa di buono. Sto leggendo un libro per aiutarmi ma non mi rivolgo ad un mental coach. La salute mentale è la prima cosa. Bisogna sempre pensare positivo».

COMPAGNO D’APPOGGIO – «Tanti nello spogliatoio. Da Pavoletti a Viola, ho un bel rapporto con Augello. Aresti gioca meno ma è fondamentale. Potrei dirne tanti altri. Questa è la nostra forza, il gruppo è ripartito dalla retrocessione e poi si è creato un bel rapporto con i nuovi dell’anno scorso come Viola e Mancosu. Ho conservato le maglie dei gol con Ascoli e del primo in A. Ovviamente anche quella di Bari. Festa scudetto? Guidava Goldaniga in Piazza Yenne(N.d.r.)».

FINALE DI BARI – «Viola aveva detto che avremmo vinto, anche l’anno scorso. Me l’ha detto quando ha iniziato a piovere, facendomi pensare positivo. Tra me e me non sapevo che sarebbe stato vero ma mi ha aiutato, anche per fare la giocata. Che gran gol di Pavo. Simile a quello di Empoli? Eh si, forse dovrei guardarlo più spesso (Ride n.d.r.)».

SVOLTA ED AMICI – «La svolta è stata dopo la Lazio, prima di Udine. Villasanta? Amici? Vengono spesso in Sardegna o quando sono più vicini, per tifarmi. Rapporto importante, sono cresciuto lì, mantenerli è fondamentale. Il nostro mondo è difficile per creare rapporti, quelli vecchi sono importanti. Ormai sono abituati a vedermi in Serie A. A Monza erano tutti gasatissimi».

GOL SPECIALE – «E’ stato un momento emozionate il gol ad Ascoli, dedicato a mio cugino scomparso. Gol più importante della mia carriera, anche per scrollarmi dall’anno precedente».

TIFOSI ED UN RICORDO D’INFANZIA – «I tifosi ci fanno sentire sempre il loro affettO. Sono qui 4 anni ed ora capisco meglio cosa provano, vederli che si fanno migliaia di chilometri me l’ha permesso. Da piccolo arrivavo in fondo alla via, una via chiusa. 500 metri in cui facevo la gara con la macchina di mamma, a volte mi faceva vincere ed altre no. Bastone e carota».

INTER-CAGLIARI – «Partita bella, la sognano tutti in uno stadio così, loro sono carichi a mille e speriamo di fargli uno scherzetto. L’Inter l’ho vissuta a livello giovanile, è diverso. Sogno? Giocare con la Nazionale».

HOBBY E CITTA’ – «Hobby? Paddle ma ho poco tempo, non posso giocare troppo se non d’estate. Ho un bel rapporto con Cagliari, vado al Poetto anche d’inverno. Ho fatto il bagno a novembre».

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