FIGC, Tavecchio rieletto presidente: «Entusiasta di continuare»

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Carlo Tavecchio è stato rieletto presidente della FIGC con il 54% delle preferenze: «Proseguiremo nel potenziamento delle Nazionali e del ruolo delle società professionistiche»

Al termine di una lunga giornata all’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino, Carlo Tavecchio è stato rieletto alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Decisivo il terzo scrutinio, che ha visto il presidente rieletto ottenere il 54,03% delle preferenze, con Andrea Abodi fermo al 45,97%. Le componenti del calcio italiano erano divise: l’Associazione Italiana Arbitri, capeggiata da Marcello Nicchi, ha votato per Tavecchio: «Il presidente uscente ci ha consentito di lavorare in tranquillità, senza sottrarre un euro al nostro bilancio, ha combattuto contro gli episodi di violenza, ci ha aiutato a trovare uno sponsor. E poi è stata introdotta la Var. Per questo sosteniamo chi ci ha fatto del bene: votiamo Tavecchio, non abbandoniamo il suo progetto». Diametralmente opposta la linea di pensiero di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, che ha ribadito l’appoggio ad Abodi «e ad un percorso di partecipazione e condivisione che negli ultimi due anni non c’è stato. In questa federazione vedo molte catene legate alle poltrone», riporta il sito della FIGC.

TAVECCHIO RIELETTO – La parola è poi passata a Tavecchio, che ha illustrato i progressi fatti nei due anni e mezzo di presidenza: «Le Nazionali sono cresciute, così come la nostra credibilità a livello internazionale. Abbiamo un’organizzazione efficiente e conti in ordine, abbiamo fatto alcune cose e altre le dobbiamo completare. Abbiamo iniziato con i Centri territoriali, proseguiremo con lo sviluppo del Settore Tecnico. Abbiamo investito denaro e attenzioni sul calcio femminile, proseguiremo sulla strada del potenziamento delle Nazionali e sul ruolo delle società professionistiche. Ritengo di avere il necessario entusiasmo per portare avanti il mio compito. Voglio ricordare le norme approvate sulla sostenibilità, il tetto alle rose e l’obbligo di schierare i calciatori cresciuti nei vivai. Tutti i punti del mio programma sono stati affrontati e sono felice di constatare che prima ero solo e ora in ottima compagnia. Il mio primo obiettivo è dare un forte impulso alle politiche giovanili». Il microfono passa ad Abodi: «Due anni e mezzo fa, d’accordo con le mie società, scelsi Tavecchio. Pensavo sarebbe stato l’inizio di un percorso in cui ogni componente sarebbe stata parte integrante del sistema, ma mi sbagliavo. Riconosco a Tavecchio i successi internazionali, ma quanto davvero abbiamo promosso il nostro calcio all’estero? Vorrei essere il portabandiera di un calcio finalmente dignitoso. Caro Carlo, le cose le hai fatte con una struttura di grande valore e con compagni di viaggio che sono stati sempre leali. Sono affezionato all’uomo Tavecchio e sono soddisfatto che la campagna elettorale sia stata sostanzialmente corretta», ha concluso il presidente della Lega B.