Diego Farias, tre giornate per rinascere

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Due stagioni fa, al San Paolo, la doppietta da cui iniziò l’affermazione in Serie A. Sabato, nella casa degli azzurri di Sarri, la rete che potrebbe risvegliare Farias dopo una stagione cupa

Due tentativi, quanti i gol siglati in quell’impianto quasi due anni e mezzo fa. Allora la sua doppietta, la prima in Serie A, regalò un insperato punto sul campo del Napoli. Ieri è andata diversamente, anche se Diego Farias è riuscito a mettere il sigillo in un match ormai chiuso. Entrato al 32′ della ripresa, il brasiliano ha messo a segno la rete della bandiera per i rossoblù, quella che ha fissato il risultato sul 3-1 finale. Ci aveva provato anche in precedenza, sempre sull’invito di Joao Pedro, ma con meno fortuna. Da quel 3-3 del novembre 2014 tante cose sono cambiate: il brasiliano si è rivelato uno degli elementi più importanti della rosa del Cagliari emergendo nel finale di stagione nonostante l’amaro verdetto della retrocessione. In Serie B il mago di Sorocaba si è definitivamente affermato. Cifre e numeri da capogiro, doppia doppia e doppi passi: 14 reti, 13 assist e tante giocate di fino per trascinare i sardi in Serie A. Quella che si avvia a conclusione sarebbe dovuta essere la stagione della definitiva consacrazione del numero 17, arrivato in Sardegna da ala e trasformatosi nel tempo in seconda punta con licenza di svariare sulla trequarti e seminare il panico nelle difese avversarie. Ma qualcosa è andato storto. I problemi muscolari iniziati fin da agosto l’hanno accompagnato per gran parte del campionato, portandolo ai margini della formazione titolare di Rastelli a favore di Marco Borriello, che non ha perso tempo per confermare con forza – e con 4 reti alla prima uscita stagionale – la sua candidatura ad attaccante titolare. L’ex attaccante di Carpi ed Atalanta ha continuato a convincere e Farias ad arrancare, tra problemi fisici ed una condizione mai ottimale.

STAGIONE STORTA – La prima rete in campionato è arrivata addirittura alla quattordicesima giornata, con un penalty trasformato nella gara del Sant’Elia contro l’Udinese. Curioso ed emblematico il modo in cui è giunta l’occasione per i sardi: scambio veloce con Borriello – colui che, a suon di gol, ha chiuso le porte dell’11 titolare al brasiliano – e guizzo vincente di Farias, autore fino ad allora di una prova anonima, che trova il contatto con Karnezis e si procura il calcio di rigore, trasformato pochi istanti dopo. L’invito di Borriello e lo scatto bruciante, uno dei suoi marchi di fabbrica, per confezionare la prima rete in stagione. E’ stato il primo dei pochi sussulti di un Farias costretto a guardare i suoi da panchina e tribuna per parte della stagione. Quella stagione che avrebbe dovuto fare rima con consacrazione ma che, a tre giornate dal termine, lascia tanti rimpianti. Ne è prova la prestazione offerta dal numero 17 contro il Sassuolo: con una doppietta ed un assist in meno di 15′ risultò decisivo nel ribaltare una gara che sembrava persa. Quei guizzi con cui l’attaccante si era abituato a stravolgere le gare in B, in Serie A si sono visti raramente. L’ultimo, dopo tante panchine ed anonimi spezzoni di partita, sabato a Napoli. Ancora a Napoli. Due stagioni dopo quella doppietta grazie alla quale iniziò la scalata nel calcio che conta Farias è tornato al gol al San Paolo. Questa volta mancano appena tre giornate per raddrizzare una stagione lastricata di infortuni e sfortuna. Anche se i 5 gol messi a segno in appena 17 presenze rappresentano un bottino positivo, soprattutto tenendo conto dei numeri dell’ultimo – e migliore – massimo campionato disputato da Farias: nel 2014/15, sempre in rossoblù, mise insieme 29 presenze e 6 reti. Tre giornate disponibili ed una sola rete per eguagliare il suo record di gol in A e per mostrare, finalmente, il vero Farias.

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