Cagliari, Faragò: «Terzino? E’ un ruolo che posso e voglio fare»

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Dopo la seduta mattutina Paolo Faragò ha parlato in conferenza stampa: «Mi alleno quotidianamente per migliorare gli automatismi difensivi»

Nel giorno dell’ufficialità della risoluzione del contratto che legava Mauricio Isla al Cagliari, in conferenza stampa ha parlato colui che potrebbe essere il suo successore. Già, perchè il Cagliari e Rastelli starebbero pensando di trovare la soluzione in casa. Paolo Faragò sorride, l’idea di abbassarsi di qualche metro non gli dispiace affatto: «Ormai i compagni mi chiamano con i nomi di tutti i terzini famosi, oggi ho sentito che mi urlavano Maicon. Sento la fiducia del mister e della società che mi hanno dato questa opportunità e che voglio cogliere. E’ un ruolo che posso e voglio fare. Per me è una sfida. Mi alleno quotidianamente per migliorare gli automatismi: dal punto di vista fisico, della spinta, penso di poter dare molto – si legge sul sito del Cagliari -. La maggior difficoltà? Devo imparare ad avere l’atteggiamento del difensore, pensando sempre che un mio compagno possa sbagliare e quindi mettermi in condizione di rimediare, seguendo la palla quando sale anche se non servirebbe. Sono meccanismi nei quali ho migliorato e voglio fare miei. Mi stanno aiutando tutti, anche Legrottaglie che dall’inizio del ritiro mi sta riempiendo di consigli utili».

«VOGLIO DIMOSTRARE QUANTO VALGO» – Il cambiamento, dunque, non spaventa Faragò. L’ex Novara sta entrando gradualmente nella parte e cerca di rubare i segreti del mestiere a Padoin: «Non c’è assolutamente dualismo, siamo compagni di stanza, per me è un modello. Lo studio in allenamento, guardo come si muove, Simone ha fatto il terzino per tanti anni, conosce benissimo il ruolo ed è sempre disponibile per un consiglio. Per me non è un problema cambiare ruolo, ci sono giocatori che l’hanno fatto a 30 anni e sono finiti in Nazionale». Dopo i sei mesi della scorsa stagione, trascorsi tra ambientamento ed infortunio, Faragò vuole dimostrare appieno il suo valore: «Non parto da zero, conosco il gruppo e l’ambiente. Voglio dare il massimo per dimostrare di meritarmi una maglia, il gruppo consolidato e l’ampliamento dello staff sono dei vantaggi. Dobbiamo lavorare, sacrificarci, mantenere le cose buone mostrate l’anno scorso e migliorare quelle nelle quali abbiamo difettato».

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