Faragò, consacrazione e sguardo avanti: «Abbiamo margini di crescita»

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Paolo Faragò si gode il momento d’oro personale e i tre punti di domenica: l’esterno destro traccia il profilo del Cagliari attuale

Faragò, chi era costui? Da Carneade a personaggio del momento in poche mosse, che si chiamano assist, gol e prestazioni convincenti. Sembra facile, ma la forza del centrocampista classe 1993 è stata quella di non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà incontrate come terzino a inizio stagione. Il cambio di modulo gli ha permesso di avanzare il raggio d’azione quanto basta per sfruttare il buon passo, la capacità di leggere gli spazi d’inserimento e un piede educato quanto basta per cross interessanti. Domenica è arrivato il secondo gol personale in Serie A, una rete pesante che ha portato tre punti al Cagliari e un gran sorriso sul volto del marcatore.

MARGINI DI CRESCITA – Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Paolo Faragò ha raccontato l’evoluzione personale di questo scorcio di stagione: «Il nuovo ruolo? Una sfida. Qualcuno ha iniziato a giocare dietro a 30 anni ed è finito in Nazionale. I compagni? Quest’estate in ritiro mi chiamavano Maicon. Battute a parte, mi alleno duro e penso di poter dare molto». Guardando al Cagliari come squadra, il centrocampista ha sensazioni positive: «Abbiamo iniziato un percorso nuovo con un sistema di gioco diverso e molti margini di crescita»

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