Esposito: «A Cagliari anni spettacolari. Borriello? L’ambiente ha influito tanto»

© foto cagliarinews24

Verso Cagliari-Pescara: il doppio ex Mauro Esposito, contattato in esclusiva dalla redazione di CagliariNews24, tira le somme dei campionati delle due squadre

Cresciuto nel Pescara sotto l’ala protettrice dell’allora ds Pierpaolo Marino, Mauro Esposito in Abruzzo ha vissuto la prima esperienza da professionista, facendosi notare nella Serie B 1998/99 grazie ai suoi 12 gol. Seguì l’esperienza poco fruttuosa (9 presenze e nessuna rete in una stagione e mezzo) ad Udine in Serie A ed il ritorno all’Adriatico. Poi la chiamata di un Cagliari a caccia del ritorno nell’Olimpo del calcio nazionale. In Sardegna ciccio-gol ha trovato continuità toccando l’apice della sua carriera nel biennio 2003-05: nella stagione 2003/04 mise a segno 17 reti che contribuirono in maniera decisiva alla promozione in Serie A e nel campionato successivo riuscì a centrare in ben 16 occasioni il bersaglio. Oggi Esposito è nello staff tecnico della Scuola Calcio del club del Delfino e noi lo abbiamo contattato in vista della sfida del Sant’Elia tra i rossoblù ed i biancazzurri.

Il Cagliari è ad un punto dalla salvezza aritmetica, come giudichi il campionato della squadra di Rastelli?

«Il Cagliari ha disputato un buon campionato, quest’anno la quota salvezza si è abbassata molto, le ultime tre non hanno avuto un cammino esattamente da far paura. E’ stata una salvezza tranquilla, il Cagliari ha in organico degli ottimi giocatori quindi non ha mai avuto questo problema. Forse, per la squadra che ha a disposizione, avrebbe potuto fare di più però penso che ci siano tutti i presupposti per fare meglio l’anno prossimo. Sembra che la società voglia portare la squadra a grandi livelli».

Tra i giocatori di spessore che vestono il rossoblù c’è Borriello, finora autore di 16 centri in campionato. Quanto pensi possa aver influito l’ambiente sul suo rendimento?

«L’ambiente penso che abbia influito tanto. A Cagliari ho trascorso sei anni spettacolari, ci sono una grande società ed una tifoseria calda. E’ un ambiente che ti lascia lavorare tranquillo. Borriello, che veniva da qualche stagione difficile, ha trovato un ambiente in cui c’è la possibilità di lavorare bene. Le sue doti e qualità si conoscono bene, aveva soltanto il bisogno di avere un club ed una squadra che lo mettessero in condizioni di rinascere».

Domenica al Sant’Elia arriva il Pescara neo retrocesso. In che situazione arriverà al match la squadra di Zeman?

«Vogliono evitare di chiudere il torneo all’ultimo posto, il Pescara è retrocesso ma anche qui si poteva fare molto meglio. I ragazzi di Zeman verranno a Cagliari per vincere, per cercare di evitare di chiudere il campionato all’ultimo posto e con una certa dignità. E’ normale che ci sia amarezza, anche se il Pescara non ha fatto tanti campionati di Serie A quello biancazzurro è un ambiente in cui i tifosi tengono tantissimo alla squadra, i tifosi sono molto passionali. Anche qui si può fare calcio alla grande, questo campionato deve servire da lezione anche per il futuro. La scelta di Zeman per il prossimo campionato indica che il club ha un grande progetto e mira ad una pronta risalita. La retrocessione è stata accettata con maturità proprio anche per il progetto in vista della prossima stagione. Io ci lavoro, c’è la consapevolezza che quest’anno si poteva fare molto di più. C’è la volontà di evitare di chiudere all’ultimo posto».

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