Diego Farias – I pagelloni di CagliariNews24

Cagliari-Napoli
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Tra i principali protagonisti della cavalcata del Cagliari verso la Serie A c’è senza dubbio Diego Farias. Per l’attaccante di Sorocaba quella appena trascorsa è stata la miglior stagione in carriera, sia in termini di rendimento sia in termini realizzativi: con 14 gol e 13 assist in 34 presenze si è rivelato l’uomo più decisivo dei rossoblu, davanti al connazionale Joao Pedro.

 

Sull’esplosione del brasiliano, mai così prolifico sottoporta e generoso nelle vesti di finalizzatore – 27 reti e 12 assist il suo precedente bottino in 6 stagioni tra Lega Pro, Serie B e Serie A – ha influito in maniera decisiva la saggia gestione di Massimo Rastelli. Il tecnico rossoblu lo ha alternato in misura pressoché identica tra il ruolo di trequartista e quello di seconda punta – 15 le gare giocate sulla trequarti, 18 quelle in prima linea – trovando così le chiavi giuste per consentirgli di esprimere al meglio le sue qualità e il suo potenziale offensivo.

 

In un campionato di Serie B ricco di insidie e avversari di caratura tecnica inferiore ma disposti a giocare alla morte contro quella che sin dalla vigilia della stagione era annunciata come la squadra da battere, la qualità dei singoli, Farias compreso, ha fatto la differenza. Le doti tecniche proprie di un brasiliano qual’è, l’abilità nel dribbling e nelle giocate, abbinate a una grande velocità e alla capacità di incidere anche a partita in corso si sono rivelate spesso letali per le difese avversarie e decisive per il Cagliari. Il tutto condito dalla disponibilità al sacrificio e al lavoro in fase difensiva al servizio della squadra.

 

L’unico appunto che si può muovere al brasiliano in questa stagione straordinaria sono forse gli ancora troppi errori davanti alla porta, uno strascico negativo che si porta dietro dalla prima stagione in rossoblu, quando le sue amnesie sottoporta costarono caro al Cagliari in termini di punti, e sintomo di una “cattiveria” e una freddezza ancora da affinare ma che devono necessariamente appartenere al bagaglio di un attaccante per diventare grande. La sfida in vista della prossima stagione allora diventa proprio questa: se sarà in grado di migliorare i propri limiti, confermando tutto quanto di buono visto nell’arco di questa stagione, ci sarà da divertirsi.

 

VOTO 8

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