Cossu: «La maglia del Cagliari per me era felicità»

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Ospite in una trasmissione radio, Andrea Cossu, ex giocatore del Cagliari ora all’interno dell’area tecnica della prima squadra, si racconta

Tra i tanti giocatori che sono rimasti nel cuore dei tifosi del Cagliari c’è un sardo doc che ora lavora all’interno dell’area tecnica della prima squadra. Il suo nome è Andrea Cossu. L’ex giocatore rossoblù è stato ospite alla trasmissione radio Il Cagliari in diretta, andata in onda su Radiolina. Durante la sua chiacchierata, si è raccontato un po’ e ha parlato anche della squadra attuale, guidata dal tecnico Di Francesco. Ecco le sue parole.

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LA SCOPERTA WALUKIEWICZ – «Walukiewicz è stato scoperto da tutta l’area scouting. Abbiamo seguito il ragazzo in video poi sul campo in Polonia. Sono andato a vederlo io, poi Conti e alla fine è stato bravo Giulini ad affondare il colpo. Sono convinto che se avessimo aspettato troppo non saremo riusciti a prendere il ragazzo. È stato un colpo in prospettiva e secondo me, tra qualche tempo, sarà pronto per un top club. Quando si scelgono i ragazzi si guardano tanti fattori. Io guardo molto l’aspetto della personalità. Poi di Walu, oltre che la personalità, mi è piaciuto tanto perché dopo un errore continua a giocare, va avanti come se nulla fosse successo ed è un aspetto che mi ha davvero impressionato».

SU NAHITAN NANDEZ – «Nandez lo conoscevo da diverso tempo perché, da amante del calcio uruguaiano, seguivo la sua nazionale e l’ho visto giocare diverse volte. Quando gli abbiamo messo gli occhi addosso, sono andato a vedere Boca Junior-River Plate a Madrid ed è stato l’incontro decisivo per capire che era un ragazzo perfetto per noi. È un giocatore davvero importante, stupisce e cresce partita dopo partita. Anche lui è frutto dell’osservazione dell’area scouting».

IL NUOVO RUOLO DI COSSU – «Il ruolo che ricopro in società mi piace tantissimo, mi ha appassionato subito e non mi ha fatto sentire troppo la nostalgia del campo. Adesso purtroppo possiamo vedere i giocatori solo in video. Non è possibile vedere i calciatori in campo e fare il talent scout è difficile ora come ora. Noi cerchiamo di monitorarli sotto ogni aspetto per dare poi il giudizio definitivo. Poi quando arrivano, cerchiamo sempre di dare un’impronta e il senso di appartenenza a tutti. Cerchiamo sempre di far amare la maglia del Cagliari, che ha un certo peso ed è veramente importante».

COSSU TALENT SCOUT – «Mi sono trovato subito a mio agio nel fare il talent scout, ma ammetto che ogni tanto la voglia di tornare mi torna. Qualche volta durante gli allenamenti, nelle partitelle, entro a giocare anche io. Però non è stato difficile appendere le scarpette al chiodo».

RAGATZU, PISANO ED I GIOVANI AD OLBIA – «Auguro il meglio a Ragatzu. A lui la Serie C sta stretta, merita di più, ma sono convinto che farà bene e saprà aiutare al massimo la squadra. Pisano per l’Olbia è tutto, non si può non volergli bene, aiuta i giovani e l’intero gruppo, un vero maestro. I ragazzi in prestito all’Olbia? Ho parlato con ognuno di loro prima che partissero. La Serie C sarà per loro motivo di crescita».

L’ANGOLANO LUVUMBO – «Per Luvumbo ci è arrivata la segnalazione, ci è piaciuto e l’abbiamo preso. Lo aspettiamo in campo. Al momento è infortunato, ma si sta sforzando per essere al pari degli altri. Sta addirittura imparando l’italiano, si impegna tanto».

LA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE – «Ero contento di vestire la maglia della Nazionale, ma ero più orgoglioso di aver portato i colori del Cagliari in Italia che per la convocazione stessa. Sono anche andato in Sud Africa come 24esimo, ma poi avevano recuperato Pirlo ed io sono tornato a casa».

IL MERCATO PER I NUOVI TALENTI – «Il mercato per scoprire nuovi talenti? Noi guardiamo le partite di tutto il mondo, poi valutiamo in base a certi fattori ed effettuiamo la nostra scelta».

I MOMENTI MIGLIORI CON IL CAGLIARI – «I due momenti più belli vissuti con il Cagliari forse sono stati la salvezza nel 2008 e poi la vittoria a Torino dopo 41 anni. Se devo dire la verità, son stati tutti momenti fantastici perché a me bastava vestire la maglia del Cagliari. Quella vittoria allo Stadium è stata fantastica però, non pensavo nemmeno di dover giocare e poi è arrivata la gloria».

LA DELUSIONE DI COSSU – «L’anno che sono andato via la prima volta ero deluso da me stesso, perché non avevo espresso il mio meglio. Sentivo troppo il peso della maglia del Cagliari e non sono riuscito ad essere il giocatore che volevo».

LE AMICIZIE NATE AL CAGLIARI – «Il rapporto con diversi ex compagni non è cambiato. C’è vera amicizia che va avanti da anni con Conti, Lopez, Agostini, Pisano e Ragatzu. Ci sembra ancora di essere negli spogliatoi come compagni di squadra».

OUNAS E DI FRANCESCO – «Ounas il mio alter ego? Sono convinto che farà benissimo col Cagliari. Di Francesco è un insegnante di calcio, sta dando un’impronta a questa squadra. Sotto la sua guida abbiamo fatto diversi gol con giocate preparate in allenamento e questo è un segno che anche la squadra segue le indicazioni dell’allenatore».