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Mazzarri: «Voglio aggressività e concretezza. Tifosi, state con noi»

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Conferenza stampa Mazzarri: il tecnico presenta Cagliari-Empoli. Le dichiarazioni della vigilia del tecnico rossoblù

Dopo la buona prestazione contro la Lazio all’Olimpico che ha portato a un pareggio, il Cagliari si prepara ad affrontare l’Empoli di Aurelio Andreazzoli all’Unipol Domus. Walter Mazzarri presenta il match nella classica conferenza stampa di vigilia.


DA QUALI CONCETTI RIPARTIRE – «L’aggressività quando si va al duello, scosse particolari che fanno parte della mia organizzazione da sempre e quell’atteggiamento che purtroppo abbiamo cambiato a fine gara. Spero di rivedere la nostra pericolosità. Con sei, sette palle gol con uno squadrone contro la Lazio dovremmo essere più cinici sotto porta. Il gol è prezioso».

CAMBI – «Chi ha giocato contro la Lazio può giocare anche tre giorni dopo, in casi normali. Chi è stato recuperato cinque giorni prima dell’altro match e ha giocato per intero, potrebbe avere qualche problema. Oggi ci siamo allenati e voglio capire bene chi potrebbe essere impiegato. Mi affido alle parole dei medici, dei preparatori e dei giocatori per sapere chi si sente pronto».

EMPOLI – «Quando alleno una squadra sono il primo tifoso della mia squadra, gli altri sono avversari. Dell’Empoli posso dire bene dal punto di vista calcistico, ha un allenatore che ha inculcato bene i concetti ai propri giocatori. Sarà una partita difficile ma noi dobbiamo essere aggressivi, svelti, sicuri di sé e cinici. L’avversario ci deve interessare solo dal punto di vista tattico. Non dobbiamo pensare alla classifica, a questo punto non esistono spareggi, finali. Io domani mi aspetto il dodicesimo uomo in campo per dare quel valore aggiunto ai nostri giocatori. Faccio un appello: dateci una mano finché non finisce la partita, questa è la cosa più bella che potrebbe accadere. Noi ci mettiamo il cuore. La squadra ha bisogno della carica del pubblico».

ENERGIA – «Vedo quando un giocatore cala, mi devo adattare agli slot e si vedrà di volta in volta. Questa è una delle tante incognite degli allenatori che arrivano in corsa».

CACERES GIOCATORE E COLLABORATORE – «Questo è lo spirito che i ragazzi più esperti come Martin e Pavoletti hanno già adottato. Questo è quello che voglio. Caceres è stato magnifico, lui ha partecipato attivamente dopo il cambio alle mie decisioni. Ha fatto una buona gara in campo, è stato condizionato dall’ammonizione. Voglio che i giocatori siano i primi tifosi degli undici che vanno in campo. Con me con questo aspetto non si può sgarrare. Siamo partiti con il piede giusto».

JOAO PEDRO – «Lo “sfogo” di Joao non era per il cambio ma per una cosa che per me è stata positiva. Per me va bene che il capitano non prenda bene il pareggio o la sconfitta ma non voglio cose eclatanti. Lui voleva dare semplicemente un input alla squadra, voleva dare coraggio ai suoi compagni».

STROOTMAN – «Oggi parlerò sia con Strootman che Godin. Voglio sapere le loro sensazioni. Poi deciderò».

PEREIRO – «Lui stesso non ha chiaro il suo ruolo. Ha tante caratteristiche ma deve ancora trovare la sua dimensione. Per me può fare la punta, l’esterno a piede invertito, mi ha detto che può fare la fascia ma ho bisogno di tempo. Non è entrato nel vivo del gioco, non ha fatto tanto bene anche per l’atteggiamento complessivo della squadra».

I CONSIGLI A CARBONI – «Carboni era partito centrale. Si è poi trovato terzino sinistro e non aveva ben chiaro cosa fare. Per sicurezza è rimasto stretto per dare la forza a Bellanova di salire. Quando una squadra lotta per così tanto tempo per la salvezza, è normale che quando si va in vantaggio si abbia paura di essere rimontati e ci si abbassi per difendere il risultato».

DIFESA A QUATTRO O A TRE? – «Domani vedrete. Non voglio dare vantaggi a una squadra che ha vinto contro la Juventus. Fase difensiva, fase di transizione e fase attiva. Questi saranno i concetti che sentirete spesso con me».

ATTACCO: JOAO PEDRO-KEITA – «Mi aspetto che continuino per novanta minuti. Sono sulla strada giusta, stanno lavorando per la squadra. Tutti devono attaccare, tutti devono difendere. I due attaccanti, se sono messi male accanto alla porta, devono iniziare a fare assist. Ci sono già dei principi miei che ho visto in campo».

CAGLIARI SUPERIORE ALL’EMPOLI? – «Nel calcio attuale si sono trovate a lottare per la retrocessione squadre che nessuno sulla carta si aspettava, non solo il Cagliari. Fare delle valutazioni oggettive sugli obiettivi di queste squadre a parte le sette sorelle a questo punto non serve a niente. Riprenderemo il discorso alla fine del girone di andata. Pensiamo partita dopo partita e poi capiremo dove arrivare e per cosa vogliamo lottare».