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Compagnoni: «Il Cagliari è determinato. Con Semplici, Pavoletti e un bravo regista farà il salto di qualità» – ESCLUSIVA

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Il giornalista e telecronista di Sky Maurizio Compagnoni ha commentato in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 la stagione rossoblù 2020/2021

Domani il Cagliari scenderà in campo a San Siro carico e combattivo, pronto per tentare l’impresa salvezza contro un Milan che nelle ultime due partite a Torino ha dimostrato di avere superato tutte le difficoltà e di essere in ottima forma per accaparrarsi un posto in Champions League. Maurizio Compagnoni, giornalista e telecronista Sky, domani sarà il protagonista del racconto di questa grande sfida insieme a Massimo Ambrosini e, per l’occasione, ha commentato in esclusiva ai microfoni di CagliariNews24 non solo la stagione del Cagliari ma anche il finale di questo campionato così infuocato.

Come sta vivendo questo campionato un po’ folle?

«È un campionato divertente perché la lotta per la Champions è bella così come la lotta alla salvezza. Divertente nonostante le porte chiuse».

Si aspettava una lotta salvezza così infuocata e così affollata?

«A dir la verità me la aspettavo ancora più infognata perché non immaginavo un simile crollo del Parma che per me è davvero un’ottima squadra. Rispetto a molte delle ultime edizioni di campionato, il livello qualitativo delle squadre che lottano per la salvezza si è alzato. Ero convinto che sarebbe stata una lotta molto serrata».

Un crollo incredibile anche del Torino…

«Ho visto un Torino in difficoltà non soltanto contro il Milan ma anche contro il Napoli che ha dominato e poteva vincere anche con un punteggio più largo. È una squadra in grossa difficoltà, paga anche molti errori in sede di mercato. Non mi aspettavo di vedere il Toro in questa situazione».

Per Crotone e Parma ormai non c’è più niente da fare. Chi sopravviverà? Chi resterà in Serie A?

«Si decide tutto al prossimo turno e secondo me saranno in tre a giocarsela: Benevento, Spezia e Torino. I sanniti contro il Crotone possono tornare in corsa poi avrà uno scontro diretto finale proprio contro il Torino. Molto dipenderà dal risultato di Spezia-Torino ma, a parer mio, il Benevento non è ancora spacciato».

Mercoledì abbiamo visto il Cagliari scendere in campo contro la Fiorentina in una partita priva di colpi di scena. I rossoblù potevano fare qualcosa in più?

«È normale che quando arrivi a fine campionato si facciano dei calcoli. Il Cagliari, immaginando che il Benevento avrebbe perso a Bergamo, sapeva benissimo che due pareggi basterebbero per decretare la sua salvezza. È normale, quindi, che si sia accontentato con la Fiorentina ma ora lo aspetta una partita complicata con il Milan e poi il finale in casa contro il Genoa, occasione in cui può fare un risultato positivo e mettersi al sicuro».

Domani lei racconterà Milan-Cagliari. Che partita si aspetta dopo aver visto un Milan che a Torino ha fatto fuochi e fiamme?

«Se il Milan è quello delle due partite di Torino il pronostico è chiuso ma è anche vero che il Cagliari va a giocare questa partita consapevole di non avere niente da perdere, sa che la sfida decisiva sarà quella contro il Genoa all’ultima giornata. Quando sei molto determinato con un traguardo molto importante e non hai nulla da perdere possono nascere anche delle grandi prestazioni».

Su cosa dovrebbe puntare allora il Cagliari per poter fare l’impresa?

«Il Cagliari dovrà fare una partita di grande intensità e soprattutto di grande concentrazione. Molto dipende da come scenderà in campo il Milan».

Facciamo un salto indietro e analizziamo il Cagliari guidato da Di Francesco: una rosa fatta di nomi importanti e un tecnico di qualità ed esperienza. Cosa, secondo Maurizio Compagnoni, è andato storto?

«In questa stagione ho visto una squadra molto forte a livello potenziale, con delle individualità importanti, con tre interni di centrocampo che potrebbero lottare per l’Europa: Marin, Nandez e Nainggolan. Probabilmente ha avuto abbondanza di interni e ha sentito l’assenza di un regista puro. Se Pavoletti avesse giocato dall’inizio e con un buon regista sono sicuro che il Cagliari starebbe almeno a 50 punti».

Dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco, a Cagliari approda Leonardo Semplici che decide di caricare sulle sue spalle una squadra quasi inesistente. Qual è stata secondo lei la mossa decisiva del tecnico toscano per far rinascere il Cagliari?

«In Italia, purtroppo, si valutano gli allenatori in base al loro impatto mediatico. Semplici non è un allenatore molto mediatico ma è uno che ha fatto due promozioni consecutive con la Spal e due salvezze. Stiamo parlando di quattro anni straordinari a Ferrara. Tecnici che hanno fatto molto meno hanno ricevuto offerte più importanti. Semplici è un allenatore molto bravo, pragmatico, bada al sodo e, probabilmente, è proprio quello che serviva al Cagliari».

Merita la riconferma?

«Decisamente. Ritengo Semplici molto bravo e la combinazione Pavoletti, buon regista e interni di centrocampo di alto livello porterà il Cagliari a fare una bella stagione».

Chi è per Maurizio Compagnoni la grande rivelazione del Cagliari di questa stagione?

«Direi Marin ma per me non è una rivelazione, lo conosco da prima che andasse all’Ajax. È un giocatore di talento perché ha qualità, potenza, tiro, inserimento. Per me non è stata una sorpresa, ero convinto che avrebbe fatto bene».

Parliamo di futuro: cosa si aspetta dal Cagliari che verrà?

«Conoscendo le ambizioni di Giulini, mi aspetto quei due o tre ritocchi per rendere il Cagliari più competitivo. Non penso che voglia ripetere una stagione come questa con tanti patemi d’animo. Basta molto poco: l’esigenza più importante è trovare un regista visto e considerato che Semplici gioca con il 3-5-2».

Il Cagliari che abbiamo visto nelle ultime partite può ambire a qualcosa di più?

«Sarei curioso di vedere il Cagliari della prossima stagione con un regista forte, quello permetterebbe di fare il salto di qualità. Direi una balla che solo con questo si potrebbe ambire ad altro: negli ultimi anni la quota Champions e quella dell’Europa League si stanno alzando e in una sola stagione un passo del genere è impossibile da fare. Il Cagliari ha tutte le qualità per poter stare in un’altra zona della classifica che non sia quella che porta così tanta sofferenza».

 

 

 

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