Cagliari, Castro: «Club storico e squadra attrezzata, orgoglioso di esserci» – FOTO

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In mattinata Lucas Castro si è presentato alla stampa: «Ci sono giovani e tantissima tecnica, si può fare davvero bene. Cagliari per me è una crescita personale»

Terzo giorno di ritiro per il Cagliari, che ad Aritzo inizia prendere confidenza con la filosofia di calcio di Rolando Maran. Chi non ha bisogno di approfondire i discorsi con il tecnico trentino è Lucas Castro (qui il suo profilo), secondo colpo del ds Carli: l’argentino è stato fortemente voluto da Maran, che l’ha allenato sia a Catania che a Verona. El Pata è stato presentato alla stampa in mattinata presso la sala conferenza dell’hotel Sa Muvara, struttura che ospita la squadra nel ritiro di Aritzo. Il centrocampista di La Plata ha spiegato la scelta del Cagliari ed il pensiero di Maran, per poi raccontare le prime sensazioni da giocatore rossoblù.

CASTRO E IL CAGLIARI – «Ho saputo dell’interesse del Cagliari proprio mentre ero in Sardegna. Mi ha cercato anche l’Atalanta, ma i rossoblù hanno mostrato un maggiore interesse. Questo e la presenza di mister Maran mi hanno fatto decidere subito di venire qui. Ho trovato una società molto attiva, fra stadio e centro sportivo. Tutto questo ti fa sentire la voglia di fare bene, in più ho incontrato un gruppo di grande qualità. Non so cosa sia successo l’anno scorso, ma si può fare bene».
IL GRUPPO – «Nello spogliatoio diversi compagni mi hanno chiesto come lavora Maran. Ho spiegato loro soprattutto che si tratta di una bravissima persona, si troveranno bene. Maran vuole tanta personalità, ce lo dice spesso. Dobbiamo sempre sentirci all’altezza dell’avversario, se il mister non vede personalità si arrabbia. Mi sento a mio agio da mezzala, posso fare anche il trequartista o l’esterno a cinque. Ma come mezzala mi sento meglio. Dei nuovi compagni conoscevo solo Cigarini per averlo incontrato a un compleanno del Papu Gomez. Ma tutti mi sono stati subito vicini, è un gruppo meraviglioso. Non ho ancora cantato nello spogliatoio, sto cercando di convincerli a lasciarmi usare la mia amata chitarra. La passione per la musica me la porto dietro da quando ero bambino. Fra gli italiani mi piacciono molto Jovanotti e Ligabue; il mio secondo singolo lo farò qui in Sardegna».
CARATTERISTICHE – «Modelli? Mi piacciono molto Khedira e Milinkovic-Savic. Mi piace arrivare nell’area avversaria e assistere i miei attaccanti, mi considero una mezzala più offensiva che difensiva».

PRIME IMPRESSIONI – «Nella scorsa stagione ho visto un Cagliari energico e di qualità nell’ultima parte di stagione, dobbiamo ripartire da lì. L’obiettivo primario deve essere la salvezza, poi raggiunto quello si cercherà di guardare più su. Me lo auguro, ma prima pensiamo a salvarci. Questo Cagliari somiglia più al Catania che al Chievo, parlando di squadre dove sono stato. Ci sono giovani e tantissima tecnica, si può fare davvero bene. Cagliari per me è una crescita personale, è una squadra che ha tanta storia e sono orgoglioso di indossare questa maglia. Tanti tifosi la seguono, è uno stimolo in più che mi ha convinto a venire qui. Fra i compagni non mi ha sorpreso Barella perché lo conoscevo: ha un potenziale enorme e può crescere ancora tanto. Cigarini lo vedevo giocare con tranquillità ma mi sono reso conto che è la sua testa ad andare velocissima quando gioca. Colombatto? Lo sto conoscendo ora, ha molta tecnica e mi piace. Può crescere tanto».

RUSSIA 2018 – «L’Argentina al Mondiale? Un disastro, ma si vedeva da prima. Vive un momento di ricambio generazionale, ci sarà anche da trovare un mister adeguato. Chi vince il Mondiale? Dico Francia, ma mi piacerebbe qualcuna che non ha mai vinto come la Russia».

Dal nostro inviato Sergio Cadeddu
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