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Carboni, Deiola e Aresti a “Il Cagliari in diretta”: «La salvezza è per tutti i nostri tifosi»

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Andrea Carboni, Alessandro Deiola e Simone Aresti saranno i tre ospiti della trasmissione di Radiolina “Il Cagliari in Diretta”


CHI È IL VERO SARDO?

ARESTI – «Joao c’è da parecchi anni, insieme a Pavo e Ceppitelli sarebbe in lizza per la cittadinanza».

DEIOLA – «Anche Cragno, non dimentichiamoci di lui».

CARBONI – «Radja. Lui è più sardo di noi!»

IL RITORNO IN PRIMAVERA DI CARBONI

CARBONI – «Mi è servito, giocavo poco e dovevo recuperare dal Covid. Ho spronato i ragazzi della Primavera a lottare però nel contempo vedevo la prima squadra soffrire. Ho usato tanto la testa».

DEIOLA LA SVOLTA

DEIOLA – «Mi esprimo al meglio in quel ruolo dove mi ha posizionato mister Semplici. Penso di aver dimostrato e di essermi preso una bella rivincita dopo tutte le volte in cui sono stato mandato in giro. Questa e la salvezza di sei anni fa sono state le mie svolte».

SEMPLICI E LA RIPRESA

ARESTI – «Abbiamo passato dei momenti tragici in cui cercavamo una soluzione senza mai trovarla. L’arrivo di mister Semplici serviva, ha dato una scossa incredibile alla squadra, Capozucca ha portato serenità. Sono arrivate le prime vittorie e da lì siamo riusciti a fare la svolta che cercavamo da tempo. Il ds è un mito, ha sempre sdramatizzato la situazione, lui è un fenomeno in queste cose».

CAPOZUCCA

DEIOLA – «È stata una figura importante in questi mesi. Ha sempre cercato di tirarci su di morale, ci ha aiutato tanto a livello morale e psicologico. Ci ha promesso il balletto, vediamo cosa farà sabato!»

IL MOMENTO PIÙ EMOZIONANTE DELLA RINCORSA

ARESTI – «È facile, Cagliari-Parma. Penso di aver perso almeno dieci anni di vita con il gol di Cerri».

DEIOLA – «Parma. Eravamo morti e da un momento all’altro siamo rinati. È stata un’emozione unica».

CARBONI – «Direi il pareggio con il Napoli. Quel punto ci ha dato sicurezza e fiducia».

IL GOL DI SIMY

DEIOLA – «È stato un momento molto intenso: tutti eravamo in camera, al 93′ c’è stato un boato clamoroso nell’hotel. Siamo tutti corsi in corridoio ad abbracciarci per la gioia. È stata una cosa fantastica che purtroppo non è stata ripresa».

LA CANZONE DELLA STAGIONE

ARESTI – «Gli uruguaiani e gli argentini mettono sempre il reggaeton, io ascolto solo Max Pezzali e infatti direi “Sei fantastica” che racconta di vittorie, rock n’roll, felicità».

L’ATTACCANTE PIÙ FORTE MARCATO DA CARBONI

CARBONI – «Quello che mi ha dato più filo da torcere è stato sicuramente Lapadula mentre il più forte Lukaku. Quando l’ho buttato giù mi sono reso conto che stavo giocando in Serie A, che stavo giocando a San Siro».

L’ALLENATORE IDEALE

ARESTI – «L’allenatore ideale deve far star bene. Io l’ho ritrovato in Allegri».

DEIOLA – «Concetti semplici, senza inventare nulla facendo star bene il gruppo. Solo così la squadra può rendere. Gianfranco Matteoli e Vittorio Pusceddu sono stati fondamentali per il mio percorso».

CARBONI – «L’allenatore ideale? Deve essere come un martello. Io ringrazio David Suazo, Agostini e Conti, Canzi, Matteoli. Ognuno di loro mi ha trasmesso l’amore per il Cagliari oltre che per il calcio».

DEIOLA FIGLIOL PRODIGO

DEIOLA – «Cosa devo fare per meritarmi un posto a Cagliari? Non chiedetelo a me. Io so solo che darei sempre l’anima per il Cagliari. Sono disposto a morire in campo per questa squadra. Quest’anno ho cercato di fare bene e dare continuità a quello che stavo facendo: non so se sia una questione di fiducia personale o di ruolo in campo».

LA FINE DEL CAMPIONATO

DEIOLA – «Per come sono andate le cose vorrei iniziasse adesso».

ARESTI – «È giusto staccare un po’ per poi ricominciare al meglio».

L’ULTIMA PARTITA

ARESTI – «È una partita da vincere, sarebbe bello concludere con una vittoria o con un risultato positivo».

DEIOLA – «Dopo questa grandissima rimonta vogliamo chiudere in bellezza con una grandissima prestazione».

CARBONI – «Vincere anche per migliorare la posizione in classifica».

DEDICA

ARESTI, DEIOLA E CARBONI – «I tifosi non sono potuti venire a sostenerci fisicamente. La dedichiamo a loro che hanno sofferto come noi e sono rinati con noi».

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