Calciomercato Cagliari, il punto su Maxi Olivera e Caldirola

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Il punto sul calciomercato del Cagliari. I rossoblù continuano ad inseguire Maxi Olivera. Per la difesa piace sempre Caldirola

Il Cagliari e il direttore sportivo Giovanni Rossi lavorano per rinforzare la rosa di Diego Lopez. A gennaio apre ufficialmente il calciomercato di riparazione e sono diversi i nomi che circolano nell’orbita rossoblù. Il più insistente è quello di Maxi Olivera, terzino sinistro della Fiorentina e ormai fuori dai piani viola di Pioli. Per la difesa piace anche Caldirola, in forza al Werder Brema.

MAXI – Il nome più caldo, come già detto, è quello di Maxi Olivera. Esterno sinistro uruguaiano classe 1992, connazionale di Diego Lopez e che in stagione è stato impiegato solamente in 4 partite. Dovrebbe essere lui il giocatore giusto per rinforzare la fascia mancina, dove secondo La Gazzetta dello Sport potrebbero lasciare sia Senna Miangue che Marco Capuano. La Fiorentina ha tutta l’intenzione di far partire il giocatore, tanto che – per il Corriere Fiorentino – il ds Corvino ha già individuato in Laxalt del Genoa il suo sostituto. Come riporta l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, inoltre, ci sarebbero già stati dei contatti significativi tra Olivera e il Cagliari che lo porterebbero a preferire la Sardegna ad un ritorno in Uruguay.

CALDIROLA – Per quanto riguarda la difesa, al Cagliari piace sempre Luca Caldirola, centrale che all’occorrenza può fare anche il terzino sinistro e già accostato al club rossoblù in passato. A causa di un infortunio, non ha più trovato spazio nel Werder Brema, club in cui milita dal 2013. In estate aveva addirittura rinnovato il contratto, ma dopo una sola presenza in Bundesliga, è pronto a tornare in Italia. «Voglio giocare, altrimenti non posso essere contento – ha dichiarato il giocatore in un’intervista rilasciata a Fox Sports – L’estate scorsa ho rinnovato il contratto con il Werder perché dicevano di puntare su di me. Oggi però credo che sia io che la società abbiamo preso la decisione sbagliata. Ho parlato con la società. Ci guardiamo attorno. Per me l’importante è giocare, non importa dove. Mi dispiace solo che qui, dopo l’infortunio, non ho mai avuto l’opportunità di giocare. Se avessi fatto male sarebbe un conto, ma non ho proprio giocato. Tornare in Italia? Sì, perché no? Mi farebbe piacere, ma come detto sono aperto a tutto. L’importante è stare bene e riuscire a giocare».

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