Cagliari, che brutta piega: storia di una stagione tribolata

giulini cagliari
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Dall’aspirazione di migliorare il piazzamento della scorsa stagione al timore di chiudere nelle ultime tre posizioni della classifica: la (brutta) piega della stagione del Cagliari

Dall’obiettivo di migliorare l’undicesimo posto della passata stagione allo spettro della Serie B. La stagione del Cagliari, che si complica ulteriormente a sette giornate dal termine, si può facilmente riassumere in questo modo. Che l’annata rossoblù non fosse destinata ad un miglioramento rispetto al recente passato lo si era capito all’ottava giornata, quando dopo quattro sconfitte di fila Massimo Rastelli fu esonerato in favore di Diego Lopez. O forse prima, alla chiusura del calciomercato, quando la squadra mostrava già qualche carenza in alcuni ruoli chiave. In primis saltò all’occhio la mancanza di terzini, poi ha gravato quella di un vice regista. La prima lacuna ha portato Lopez a modellare la squadra sul nuovo 3-5-2, la seconda ha invece portato in dote parecchie prestazioni sotto tono e conseguenti sconfitte quando il regista titolare ha dovuto dare forfait.

Alle lacune in fase di preparazione della rosa sono seguiti errori della guida tecnica. Un mix  che ha contribuito alla discesa in classifica dei sardi. Errori forse sottovalutati dal club isolano, che avrebbero potuto (e potrebbero ancora) avere conseguenze disastrose ma che hanno portato ad una situazione difficile da gestire. Emblematiche le parole del direttore generale Passetti qualche tempo fa, che ribadiva la ponderatezza della scelta di non portare in Sardegna un vice Cigarini. Quell’aspirazione di migliorare i risultati della passata stagione ben presto ha lasciato spazio alla consapevolezza che quella in corso fosse un’annata di transizione, destinata a chiudersi con una salvezza senza patemi. Un’annata senza infamia nè lode. Alla luce delle ultime giornate, però, i rossoblù devono fare i conti con lo spettro della Serie B. L’attenzione in casa isolana, più che alla parte sinistra della classifica, è rivolta alle spalle. A quei tre posti in fondo alla parte destra che solo qualche mese fa sembravano ad una distanza gestibile e che invece ora sono più vicini che mai.

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