Alla scoperta di Filip Bradaric

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© foto CagliariNews24.com

Ordine e pulizia nelle giocate, ma non solo: Filip Bradaric ha già convinto Maran. Sempre nel posto giusto al momento giusto: il croato dimostra un’intelligenza tattica fuori dal comune

Filip Bradaric ha già convinto Rolando Maran, e non solo. Il centrocampista croato, che in estate ha scelto il Cagliari nonostante la corte del Bordeaux, sta pian piano imparando a conoscere la Serie A. Dopo aver rotto il ghiaccio entrando nella parte finale del match contro il Sassuolo, il mediano ha giocato le ultime due partite da titolare. Ordine e pulizia le caratteristiche che saltano all’occhio, ma non solo. Il croato, rispetto a Cigarini, è più predisposto alla fase difensiva ed al gioco richiesto da Maran.

Sempre più cercato dai compagni, Bradaric ha nel DNA una dote che non è da tutti: difficilmente forza la giocata, la verticalizzazione. Il centrocampista preferisce scambiare nel breve ed ha già assorbito i dettami tattici. Come già visto nel precampionato, il regista maraniano arretra il suo raggio d’azione fin quasi alla linea difensiva: una mossa che costringe un centrocampista avversario (spesso il trequartista) ad uscire dalla linea di competenza lasciando alle sue spalle uno spazio in cui possono inserirsi gli interni rossoblù, che come già visto nelle prime uscite stagionali tendono a scambiarsi spesso di ruolo creando scompiglio e spesso superiorità numerica (iniziativa attuata con maggiore frequenza con le squadre che utilizzano il trequartista). Una mossa, già provata ad Empoli e rivista nelle successive partite, che probabilmente diventerà uno dei leit motiv del Cagliari 2018/19.

Come detto, se non ci sono le possibilità difficilmente vedremo Bradaric forzare la giocata, accelerare i tempi della manovra. Quando invece le occasioni ci sono, non si tira indietro. Si era presentato alla Sardegna Arena con un lob col contagiri e nelle partite successive ha dimostrato che, pur non avendo l’ossessione dell’apertura sull’altro lato del campo – abbastanza diffusa tra i registi – nei momenti giusti il piede c’è, eccome. Come nel caso di questa sventagliata a Bergamo o del lob quasi no-look per Joao Pedro contro il Milan.

Ma ciò che colpisce di più di Bradaric è il suo senso della posizione in fase di non possesso. Si diceva che il ventiseienne croato fosse arrivato in Serie A alla giusta età, nel pieno della maturazione, e le prime uscite lo confermano. Evidentemente già predisposto, il centrocampista segue l’azione avversaria ripiegando nella zona di campo presidiata dal portatore di palla e spesso si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto. Anche per questo Maran l’ha arretrato al centro della difesa quando c’era bisogno di alzare il muro di fronte alle offensive del Milan. Forse poco appariscente, ma di enorme importanza per il gioco del tecnico trentino: le due fasi di gioco devono essere svolte da tanti uomini e Bradaric (come i centrocampisti che lo affiancano) in questo senso è fondamentale. Non si direbbe, ma nell’ultimo match contro il Milan il croato è stato il terzo rossoblù (e quarto della gara) per km percorsi: 11.282 (non un caso: contro l’Atalanta era stato il calciatore ad aver corso più di tutti). Di questi, appena 657 metri in sprint e ben 2695 in jog (passo lento).

Per capirci, Bradaric ha corso più di Kessiè, mastino rossonero che copre il campo nelle due fasi. Oltre 11 chilometri percorsi, ed alla fine non è mai risultato fuori posto: dentro l’area rossoblù quando il Milan spingeva sugli esterni e proponeva cross a ripetizione, a centrocampo quando il Cagliari iniziava un nuovo possesso e nella trequarti ad accompagnare l’azione quando la squadra attaccava. Trovano qui spiegazione i quasi 3 km in jog: fondamentali per raggiungere in tempo e senza particolari affanni la posizione giusta. Sempre sul pezzo, senza mai dare l’impressione di arrancare o essere in ritardo: Bradaric ha un intelligenza tattica ed una lettura del gioco fuori dal comune. Più della visione e più dei piedi educati, è questa la grande virtù del centrocampista croato. Straordinariamente ordinario.

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