Santoni: «Con Rastelli c’è feeling, dal punto di vista del gioco ci saranno miglioramenti»

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Il coordinatore tecnico del Cagliari Michele Santoni, nuovo elemento nello staff di Rastelli, ha spiegato quale sarà il suo ruolo in rossoblù

Non solo la rosa rossoblù, anche lo staff tecnico di Massimo Rastelli si è rinforzato durante quest’estate. Tra i nuovi elementi, spicca Michele Santoni, che occuperà il ruolo di coordinatore tecnico, dopo aver collaborato con l’Ajax e con l’Inter. Direttamente dal ritiro di Pejo, ha spiegato quali sono le sue mansioni nello staff del Cagliari«È un ruolo un po’ nuovo in Italia. Nel calcio moderno c’è l’esigenza di raccogliere più informazioni e fare un lavoro integrato. Io mi occupo di raccogliere le informazioni da parte di tutti i componenti dello staff, le metto insieme e aiuto a programmare sedute tecniche effettive, sia per il giorno successivo che quelle a lungo termine».

RASTELLI – Michele Santoni ha poi spiegato il rapporto instauratosi con Rastelli«Ci stiamo conoscendo, siamo qui in ritiro e abbiamo la possibilità di stare insieme. Devo capire quali siano i suoi principi di gioco e come lo staff voglia lavorare dal punto di vista fisico. Io conoscevo già Mario Beretta e Max Canzi, che mi avevano parlato spesso del progetto Cagliari. Poi c’è stato il primo colloquio con Rastelli. Persona umile e squisita, mi ha messo subito a mio agio ed è stato fondamentale. Tutto è stato confermato qua in ritiro. Qua è come in una grande famiglia, ogni persona è funzionale al progetto. Il primo obiettivo è la salvezza, ma lo staff ha degli obiettivi specifici e se questi verranno raggiunti, dal punto di vista del gioco, ci saranno sicuramente dei miglioramenti».

GIOCATORE PERFETTO – «Essendo cresciuto all’Ajax in Olanda – dice Santoni – per me il giocatore perfetto con cui lavorare è Christian Eriksen. Applicato, sempre sul pezzo, vuole qualcosa di nuovo, assorbe tutto come una spugna, non vuole mai fare due volte lo stesso esercizio. Un esempio di giocatore talentuoso che vuole migliorare e non a caso è tra i migliori centrocampisti al mondo. L’Olanda è una scuola diversa da quella italiana, con vantaggi e difetti. Alla base c’è la volontà di crescere i giovani e migliorare i giocatori. In Italia ho imparato a giocare per il risultato e vincere tutti i costi. Anche questo mi ha arricchito. Poi in Italia ho lavorato anche nei settori giovanili e spero di portare tutta la mia esperienza qui a Cagliari».

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