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2015

Cagliari Primavera, sorpresa del girone B: lavoro ed organizzazione, sognando le finali

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Alla fine del girone d’andata, nessuno in casa Cagliari avrebbe immaginato una simile posizione in classifica. Il Cagliari Primavera arriva al giro di boa da terzo in classifica dopo avere, tra l’altro, guidato il girone B per quasi tutto il campionato. E non può essere un caso che su 13 partite giocate siano arrivate ben 9 vittorie e due sole sconfitte. Merito del presidente Giulini, che ha investito nel settore giovanile ed ora raccoglie le prime soddisfazioni. La rivoluzione che ha investito il club nella scorsa estate ha interessato anche e soprattutto il settore giovanile: la prima mossa è stata chiamare Mario Beretta e porlo alla gestione della cantera rossoblù. Seconda mossa, il via libera per l’approdo sulla panchina rossoblù di Max Canzi, tecnico con tanti anni di esperienza nel settore giovanile e storico collaboratore di Beretta. Il merito dell’ottima stagione fin qui disputata va anche al ds Pierluigi Carta che, mantenendo una rosa costituita da tanti giovani sardi, ha aggiunto dei giocatori di spessore.

 

LA ROSA – Una rosa tutta italiana, l’unica eccezione è l’argentino Colombatto, prelevato dal River Plate la scorsa estate e diventato uno dei punti fermi della formazione rossoblù, arrivando anche a giocare in due occasioni in prima squadra. Di fianco a lui ha spesso giocato Antonio Auriemma, centrocampista lo scorso anno in forza al Bologna ma cagliaritano di nascita e riportato alla base. Così come Davide Arras, gioiellino di questa Primavera: il talento di Berchidda ha dovuto calcare i campi del “continente”, vestendo le maglie di Vicenza e Juventus, prima di avere la chance nel Cagliari. Portato in Sardegna nella scorsa estate, ha trovato la via del gol in 7 occasioni finora. Ma non è l’unico a stupire, là davanti. Ad affiancarlo c’è Federico Serra, nato ala ma impiegato da punta al fianco di Arras. Con risultati che vanno oltre ogni aspettativa: 10 gol in 12 partite (più i 3 messi a segno nelle due gare di Coppa Italia). Una media impressionante. Uno dei suoi gol, quello spettacolare segnato contro l’Hellas Verona, ha fatto il giro del web. Ma probabilmente quei due davanti non avrebbero avuto lo stesso rendimento senza il supporto di Alessio Murgia, giovane di San Gavino Monreale, come Deiola. Il trequartista rossoblù è una delle certezze della Primavera, supporta il duo offensivo formando un trio di grande tecnica: tocchi di prima, veli e triangolazioni nello stretto sono di casa, quando il pallone passa tra i loro piedi.

 

I NUMERI – 9 vittorie (tra le vittime anche Chievo ed Inter, uniche due compagini che precedono i rossoblù in classifica), 2 pareggi e 2 sconfitte (contro Cesena in casa e Milan in trasferta). Sono 13 i gol subìti dalla Primavera rossoblù, in media uno a partita. Un dato che ne fa la quarta difesa meno battuta del girone. Il merito va al lavoro di tutta la squadra, ma in particolare al reparto difensivo, costituito dal portiere Montaperto (in prestito dalla Pergolettese), davanti al quale hanno spesso giocato i centrali Cotali e Bernardi, arrivati la scorsa estate dall’Inter, e Granara. Sulle fasce quasi sempre presenti Pinna ed Arca.

Ben 29 le reti realizzate dai giovani rossoblù, migliore attacco del girone B a pari merito con il Milan e sesto attacco allargando il confronto agli altri gironi. Delle 29 marcature realizzate finora, ben 17 sono arrivate dalla coppia offensiva composta da Serra (10, capocannoniere del girone) ed Arras (7 gol). Considerando anche il trequartista Murgia, autore di 5 reti finora, sono ben 22 le reti del reparto offensivo titolare sulle 29 totali.

 

OBIETTIVI – La funzione di una squadra Primavera, prima di tutto, è quella di produrre giocatori per la prima squadra. Probabilmente pochi ragazzi della Primavera si affermeranno nel calcio professionistico, ma l’intenzione del Cagliari, come spesso ripete Beretta, è quella di formare uomini: i risultati sul campo sono posti in secondo piano. Questa la filosofia del Responsabile del Settore Giovanile, sposata dalla società.

E la via indicata da Beretta sta portando i suoi primi risultati, dal punto di vista etico ma anche calcistico, con i rossoblù che sono in piena corsa per un posto per la fase finale.

 

GLI ULTIMI PLAY-OFF – E’ dal 2006/07 che il Cagliari Primavera non disputa un campionato di livello. All’epoca i rossoblù erano guidati da Gianfranco Ibba (oggi preparatore atletico dei rossoblù) e schieravano giocatori come Aresti, Mancosu ma soprattutto Sau, senza contare il bomber Puddu, allora attaccante promettentissimo, che però non è riuscito ad imporsi nel calcio professionistico. In quella stagione i rossoblù chiusero al quarto posto il girone ed approdarono alla fase finale. Ma agli ottavi furono eliminati con un pesante passivo nella doppia sfida contro l’Empoli (sconfitte per 3-1 all’andata e 5-0 al ritorno).

 

CAMPIONATO – L’obiettivo primario della Primavera di Canzi, come detto, non riguarda la classifica. Ma vista la prima parte di torneo, come ripete il tecnico lombardo, i rossoblù hanno il dovere di cercare di arrivare più in alto possibile. Sono 29 i punti guadagnati in 13 gare, con una media che supera ampiamente i 2 punti a partita. Continuando con un andamento simile, a fine campionato i rossoblù dovrebbero totalizzare un bottino che si aggira intorno ai 60 punti, 15 in più di quelli che bastarono alla Primavera del 2006/07 per arrivare al quarto posto e qualificarsi per la fase finale da squadra di seconda fascia. Da allora, però, sono anche cambiate le regole: solo le prime due di ogni girone passano direttamente alla fase finale, mentre terza e quarta più le due migliori quinte di ogni girone hanno diritto a partecipare alle qualificazioni per l’ultima fase. I rossoblù, attualmente terzi dietro a Chievo e Inter, sono inseguiti dall’Atalanta, tenuta a cinque lunghezze di distanza.

 

Nulla è compiuto, ma non è un caso che al giro di boa il Cagliari si trovi in mezzo alle Primavere di settori giovanili tra i più importanti del panorama calcistico nazionale. Lavoro sodo, organizzazione e competenza, queste le armi di una società con un budget limitato ma che vuole provare ad entrare nell’élite del calcio giovanile italiano.