Cagliari, la partita quasi perfetta

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Il Cagliari esce sconfitto dalla sfida contro l’Inter, ma a testa alta. Nonostante il 3-1 finale, i rossoblù hanno disputato una buona prova, mettendo in difficoltà i nerazzurri

Si può uscire dal campo rammaricati dopo una gara del genere giocata contro l’Inter? Certo che sì. Perché è questa la nuova mentalità del Cagliari di Diego Lopez: puntare sempre al massimo. Si resta con i piedi per terra per quanto riguarda l’obiettivo stagionale – la salvezza – ma quando si gioca a pallone, i rossoblù devono avere in testa solo la vittoria. I tre punti, però, li ha portati a casa un’Inter cinica e spietata, capace di andare avanti alla prima mezza occasione creata, dopo 29′ di dominio sardo.

PIANO TATTICO – Diego Lopez ha preparato la partita nel migliore dei modi. Voglia, corsa, garra come direbbero i sudamericani, ma soprattutto pressing alto. Dopo appena 30″, l’Inter ha regalato al Cagliari un calcio d’angolo perché non riusciva a giocare il pallone nella propria metà campo. I rossoblù sono partiti a mille, mandando in bambola la squadra nerazzurra che – aspettando il Napoli – è pur sempre la prima in classifica. In pochi se ne sono accorti, ma per provare ad uscire dalla morsa avversaria Luciano Spalletti ha cambiato addirittura modulo. Dal 4-2-3-1 iniziale al 3-5-2 speculare al Cagliari. D’Ambrosio si è accentrato con Skriniar e Miranda; Candreva e Santon sulle fasce a tutto campo; Perisic vicino ad Icardi e Borja Valero in mediana per sopperire alla superiorità avversaria. Proprio in mezzo al campo, con il grande lavoro di Ionita e Barella, i rossoblù hanno mandato in crisi le certezze nerazzurre per la prima mezz’ora.

DIFFERENZE – Tutto ciò non è bastato però al Cagliari per strappare il successo alla Sardegna Arena. Il motivo? Da una parte c’erano Rafael e Pavoletti, dall’altra Handanovic e Icardi. Senza nulla togliere ai due rossoblù, autori comunque di una buona gara. L’Inter può però contare su due autentici fenomeni. Il portiere sloveno ha evitato con più di un miracolo su Pavoletti il vantaggio cagliaritano, salvando la propria squadra, cosa che non è riuscita invece a Rafael. Icardi, invece, ha segnato al primo pallone toccato, dimostrandosi un vero rapace e opportunista del gol. Un’animale d’area di rigore, come l’ha definito Lopez. Pavoloso ha colpito solo nella ripresa, riaprendo inutilmente la partita.

QUASI – La differenza tra una partita perfetta e una partita quasi perfetta – in questo caso – è il risultato. Perché il Cagliari ha fatto veramente tutto ciò che poteva, ma ha pagato degli episodi contro una squadra capace di colpire alla prima incertezza. Si può rimproverare poco alla squadra di Lopez, anche se per il tecnico uruguaiano si può e si deve ancora migliorare. Intanto ha cambiato mentalità alla squadra. Perché era da tempo che non si vedeva un Cagliari così battagliero contro una grande del campionato. Il rammarico resta. I rossoblù sono usciti dal campo a testa alta, ma con la consapevolezza che si poteva fare di più. Soprattutto dal punto di vista del risultato. Quello avrebbe reso la partita di ieri perfetta.

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