Cagliari, le prime parole di Marin da giocatore rossoblù

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© foto Elena Accardi per CagliariNews24.com

Dopo l’arrivo all’aeroporto di Elmas e la firma sul contratto, Razvan Marin ha rilasciato una breve intervista pubblicata via social dal Cagliari Calcio

L’avventura di Razvan Marin in terra di Sardegna è ufficialmente iniziata. Il giocatore rumeno ha firmato il suo contratto che lo legherà agli isolani e successivamente ha espresso il suo pensiero sul trasferimento, accennando anche quelle che sono le sue caratteristiche tecniche e i suoi modelli d’ispirazione.

L’AFFETTO – Marin si è detto molto felice di essere arrivato al Cagliari ed avere accettato l’offerta del patron Giulini perché affascinato dal progetto societario. «Ho ricevuto una calda accoglienza da parte dei tifosi», che già dall’arrivo all’aeroporto hanno fatto sentire il calciatore a casa.

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CARATTERISTICHE E INIZI – Il giovane acquisto rossoblù ha risposto anche ad alcune domande sulle proprie caratteristiche tecniche e qualità: «Penso di avere una buona capacità di passaggio, un buon tiro dalla distanza e visione di gioco», così si è definito ai microfoni del Cagliari Calcio, aggiungendo che «il resto i nostri tifosi lo vedranno in partita». Successivamente non poteva mancare la domanda sul proprio idolo e sui calciatori a cui si ispira, lui che che in Romania è cresciuto nell’Accademia calcistica di Gheorghe Hagi. «Oltre ad essere cresciuto nella sua scuola, è stato anche il mio allenatore e ho imparato tanto da lui. Tutti sanno che è il miglior giocatore rumeno di tutti i tempi per questo lo considero un idolo e un modello». Razvan ha voluto sottolineare come nel calcio moderno abbia apprezzato e seguito calciatori come Xavi Hernandez e Andrès Iniesta, giganti del calcio internazionale a cui si ispira.

LA VOGLIA – In conclusione, ha ammesso di essere pronto e motivato per un campionato come la Serie A, a sua detta non semplice e ricco di giocatori importanti. Prima di salutare tutti i tifosi ha voluto elogiare la Sardegna e la sua gente che non vede l’ora di scoprire e conoscere, ma non prima di aver giocato a calcio per la maglia rossoblù.

A cura di Emanuele Olla