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Cagliari, Dessena: «Amo questa maglia, con il Napoli servirà cuore»

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Daniele Dessena si racconta a quattro giorni da Cagliari-Napoli: nelle parole del capitano rossoblù l’attesa per la sfida ma anche l’amore per la maglia e le ambizioni di classifica

CUORE ROSSOBLU’ – Domenica al Sant’Elia andrà in scena una delle partite più sentite dal popolo rossoblù e Daniele Dessena, intervenuto in diretta sulla pagina Facebook del club, mette nel mirino una sfida da giocare con il cuore: «CagliariNapoli è una partita molto importante, sentita dai nostri tifosi e da noi. Dovremo metterci un grande cuore. Io sono arrivato a Cagliari l’anno successivo a quel famoso gol di Conti al 92°, quella gara è rimasta nella memoria di tutti. Poi pensiamo anche alla classifica, veniamo da due risultati positivi e vogliamo continuità anche se sappiamo che non sarà facile. Ho visto il Napoli anche ieri in Champions League, hanno un attacco micidiale e non potremo concedergli neanche un metro. La partenza di Higuain ha fatto salire in cattedra tanti giocatori come Insigne e Mertens che stanno dando di più, sono diventati una squadra ancora più completa».

OBIETTIVI E ATTACCAMENTO – Nelle parole di Dessena c’è l’amore per una piazza che lo ha accolto fino a consegnargli i gradi di capitano. Per quel che riguarda gli obiettivi stagionali, il capitano rossoblù è realista ma non mette limiti alle possibilità della squadra: «La salvezza passa dal Sant’Elia e dallo zampino di un grande allenatore, dalla società, da noi giocatori e dai nostri tifosi. Il Sant’Elia ci dà una carica in più, è la nostra casa e nessuno può fare punti qui tanto facilmente. Siamo in un momento in cui il vantaggio sulla terzultima è buono ma dobbiamo cercare di portare qualcosa a casa da ogni partita.  Sento fortemente questa maglia e mi piace dimostrarlo sul campo, dando il massimo per il bene del Cagliari. Quando sono arrivato era una stagione straordinaria con Allegri, mi sono integrato subito e poi sfortunatamente sono dovuto tornare a Genova: sentivo il bisogno di ritornare a Cagliari, è qui che mi sono sentito giocatore e porterò sempre nel cuore questa città. La gente e i compagni mi hanno fatto sentire subito importante, è una cosa che va oltre il campo e si allarga anche ai rapporti umani. I nuovi arrivati quest’anno sono giocatori da cui imparare, credo che siamo stati bravi a trasmettere loro l’importanza di giocare con il Cagliari: a Pescara abbiamo giocato più di un’ora in dieci e vedere tutti lottare con il coltello fra i denti è stata una bella prova di compattezza. Anche in trasferta abbiamo un seguito numeroso di tifosi, è importante sapere di giocare per la nostra gente. Siamo dodicesimi a due punti dal decimo posto, stiamo facendo benissimo ma non dobbiamo mai perdere di vista l’obiettivo salvezza. Quando la barca sarà in porto potremo pensare a guardare in alto. Il presidente quest’anno ha allestito una squadra importante e la salvezza è l’obiettivo minimo; sappiamo però che non c’è niente di scontato, bisogna lottare sempre. Poi le ambizioni che ci trasmette il presidente ci danno uno stimolo in più. Amo questa terra e questa gente, so che devo onorare questa maglia ogni giorno perché appartiene ai sardi».

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