Pisacane a 360 gradi: «Finalmente la A, Cagliari è un punto d’arrivo»

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Fabio Pisacane ha parlato alla stampa alle 18 presso il Cagliari 1920 Store del Largo Carlo Felice: rivivi con noi la conferenza

Alle 18 il terzino del Cagliari Fabio Pisacane, fresco del prestigioso riconoscimento come “Calciatore dell’anno” da parte del quotidiano britannico The Guardian, ha parlato alla stampa presso il Cagliari 1920 Store del Largo Carlo Felice. Il difensore rossoblù ha parlato dell’esordio in Serie A e dei riconoscimenti ricevuti negli ultimi mesi, facendo anche un bilancio del 2016 rossoblù.

FOOTBALLER OF THE YEAR – «Sono contento del premio, arriva in un momento in cui sono affiancato da una società che ha i miei stessi valori: lavoro, forza, sacrificio. Il Cagliari non ha bisogno di essere portato in giro, ma sono contento di aver portato la bandiera dei 4 mori in giro per il mondo. Dopo la malattia ho cercato di proteggere quello che mi è stato concesso per la seconda volta. Non scenderei mai a compromessi, non c’è bisogno di scorciatoie nel calcio come nella vita. I miei obiettivi non cambiano, conosco i miei limiti e quindi posso sopperire alle carenze. Non è una medaglia a farmi sentire diverso da come sono, vado avanti così. Sono uno come tanti. Ai miei figli farò vedere i premi più che le giocate difensive, quello che conta nella vita sono i valori. In questi giorni ho avuto tanti attestati di stima, dalla FIFA ai presidenti dei club in cui ho giocato, ai compagni. Sono stati loro a farmi rendere conto dell’importanza di questo premio».

2016 DA INCORNICIARE – «Nel 2016 metto al primo posto fra gli eventi la nascita di mio figlio. La vita va prima dello sport. Poi l’esordio in A e l’aver trascorso le feste con la famiglia al completo. A chi devo dire grazie? A me stesso, non ho mai mollato e ho sempre creduto di poter arrivare in Serie A. Al secondo posto va il club che mi ha dato fiducia e opportunità. Il deferimento? La vita è imprevedibile e non ho paura di parlarne. Si fa presto a gettare fango, era già successo: vedremo cosa succederà, io sono sicuro di me stesso. La commozione all’esordio in A? Tornassi indietro mi tratterrei, ma sono un istintivo e in quel momento erano scoperte le corde giuste».

RASTELLI – «Rastelli lo conosco da Avellino, il nostro rapporto è sempre stato quello fra giocatore e allenatore. Abbiamo avuto anche qualche scontro, come è normale che sia. Mi ha portato al Cagliari in B, abbiamo raggiunto la Serie A insieme a tutti, dai magazzinieri ai compagni. Rastelli è sempre molto lucido, anche quando deve incassare qualche colpo come le voci su un possibile esonero».

LA PROSSIMA GARA – Pisacane e il Meazza, un rapporto speciale: «A Milano non so se giocherò, il mister non lo dice mai in anticipo. Sarò comunque a disposizione, in campo o in panchina. I rossoneri sono forti, se dovessi togliere un uomo a Montella indicherei Suso. A San Siro ho giocato due volte, sempre con la maglia del Cagliari: una volta ho preso un palo e un’altra mi hanno annullato un gol. Chissà che questa possa essere la volta buona…(ride, ndr)».

L’ULTIMO PERIODO – «Le tensioni dell’ultimo periodo sono state difficili. Stiamo facendo bene, qualche gol di troppo ci impedisce di essere la rivelazione del campionato. La consapevolezza di questi errori qualche volta ci ha frenato un po’ le gambe, vedi la gara di Empoli. A volte siamo stati un po’ timorosi in campo, aver preso tanti gol ci ha un po’ intimidito nel momento in cui prendevamo una rete in avvio di gara. La partita con il Sassuolo fa capire quanto Rastelli abbia le redini della squadra. Fa testo quella molto più della precedente in casa contro il Napoli, lì il pensiero di quanto la gente teneva alla gara ci ha fatto fare una figuraccia che Cagliari non meritava. Ho giocato in altre piazze in cui ho conosciuto rivalità accese. Cagliari è splendida, così come Napoli. Se dovessi scambiare qualcosa fra le due città porterei là il clima di Cagliari, che è esagerato. Storari? Ha portato carisma e mi dispiacerebbe se andasse via, ma non so quanto le notizie che girano siano fondate».

IL CAMPIONATO – «In A non puoi giocare all’80%, è molto diversa dalla Serie B e tutte le squadre sono forti. Finora Higuain è quello che mi ha impressionato di più, è una spanna sopra gli altri».

PROPOSITI PER IL 2017 – «Al 2017 chiederei la salute innanzi tutto. Dal punto di vista professionale mi accontenterei di un’annata al livello della precedente».
CONTRATTO – Pisacane non ha fretta di pensare al futuro: «Il mio contratto scade nel 2018, al momento non si è ancora parlato di rinnovo ma c’è tempo. Cagliari per me rappresenta un punto di arrivo: ovvio che mi farebbe piacere l’interesse di un club di prima fascia, ma qui sto bene e non ci penso neanche».
Dichiarazioni raccolte dal nostro inviato Sergio Cadeddu