Cagliari, guardi avanti o indietro?

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Il Cagliari staziona esattamente a metà tra zona retrocessione e decimo posto. Le prossime gare, soprattutto quelle casalinghe, potrebbero chiudere il discorso salvezza

«Se guardo avanti o indietro in classifica? Chiedetemelo dopo la gara»Così Rolando Maran alla vigilia di Cagliari-Juventus. La sconfitta per 0-2 alla Sardegna Arena, in un certo senso, è stata un crocevia del finale di stagione. La prova opaca offerta dalla formazione isolana ed i risultati delle squadre di bassa classifica hanno accorciato la distanza di sicurezza sulla zona calda. I rossoblù si trovano ora 6 punti sopra il terzultimo posto ed altrettante lunghezze sotto il decimo, occupato dalla Fiorentina. E Maran, oggi, a quella domanda risponderebbe probabilmente senza troppi giri di parole.

A META’ – Un Cagliari esattamente a metà tra l’obiettivo primario, la permanenza in massima serie, e quello sussurrato a più riprese in questi anni. Il decimo posto, sfiorato due stagioni fa con Rastelli, resta ad oggi l’obiettivo secondario più vicino alla realtà. Che, al di là del prestigio, avrebbe anche degli effetti economici tutt’altro che irrilevanti: nel breve periodo il piazzamento in classifica influisce per il 15% nella distribuzione dei diritti tv, nel lungo per il 10% (si conteggiano gli ultimi 5 campionati). Superata la partita contro la Juventus, verrebbe da chiedere a Maran se guarda indietro o avanti. Nel frattempo i sardi sono nella terra di mezzo e possono sfruttare le prossime gare – soprattutto le prossime in casa contro SPAL e Frosinone – per chiudere il discorso salvezza. Anche perchè sarebbe auspicabile arrivare agli ultimi scampoli di campionato (Roma, Napoli e Lazio di fila) con una classifica sicura. E magari, a mente sgombra, tentare il colpo grosso e cercare di puntare realmente al decimo posto.