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Cagliari, attacco bomba e difesa debole

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Ecco che cosa Eusebio Di Francesco potrebbe migliorare ancora per rendere il Cagliari una squadra equilibrata e compatta

11 punti in classifica. Tre vittorie, due pareggi, quattro sconfitte. Quello del Cagliari, come si può notare da questi risultati, è un rendimento un po’ altalenante dovuto a una serie di fattori che la squadra rossoblù si porta indietro già da diverso tempo. Sono diversi, infatti, i fattori che rendono la compagine di Eusebio Di Francesco per niente equilibrata e compatta. Basti pensare all’attacco, molte volte pericoloso, imprevedibile, incisivo e alla difesa che, invece, continua a non convincere sia per le continue assenze sia perché forse non si è ancora trovata quell’intesa tra compagni di reparto. Facciamo allora, ancora una volta, il punto della situazione di questo Cagliari, vediamo il suo tallone di Achille e quali invece sono i suoi punti di forza.

DIFESA – Non è un segreto: la difesa è il vero punto debole del Cagliari. Non dimostra compattezza, si concede a troppe disattenzioni, soffre e si vede. Una nota positiva di questo reparto è il giovane classe 2000 Sebastian Walukiewicz a cui il Cagliari ha deciso di dare piena fiducia e a cui Eusebio Di Francesco non può assolutamente rinunciare, facendolo giocare in tutte le partite dal primo minuto. C’è poi l’uruguaiano Diego Godin, il grande acquisto della lunga sessione di calciomercato estivo. Il difensore capitano della Celeste, dopo la delusione all’Inter, ha voluto i rossoblù per ricominciare e per far valere la sua esperienza. Mostra ancora difficoltà nell’adattarsi e, sicuramente, non hanno aiutato in questo le assenze per gli impegni con la Nazionale e per la recente positività al Covid-19. Nelle ultime partite, proprio per l’assenza dell’uruguagio, abbiamo visto in campo l’estone Ragnar Klavan ma non sempre le sue prestazioni convincono. Si soffre anche sulle fasce: a destra, il giovane Gabriele Zappa ha ancora tanto da imparare nonostante la sua crescita sia evidente a ogni partita; a sinistra Lykogiannis sembrava finalmente aver trovato la sua stagione fortunata, bloccata però da un infortunio. Al suo posto, negli ultimi due match, Di Francesco ha dovuto adattarsi e schierare Andrea Carboni che, però, si trova fuori ruolo. Per Tripaldelli ancora poca fiducia.

CENTROCAMPO – Rispetto all’anno scorso, il centrocampo del Cagliari di questa stagione è un po’ deludente. Concede troppo spazio agli avversari, fa poco filtro. Nandez continua a essere il turbo, il motore di questa squadra. È insostituibile e le partite senza di lui, perdono quel dinamismo, quella garra che solo lui sa dare. Se Rog, in calo, rimane comunque una garanzia Razvan Marin, invece, non convince pienamente: deve ancora adattarsi alla Serie A e la poca esperienza non aiuta.

ATTACCO – Il Cagliari ha un attacco bomba. Joao Pedro, anche quando non sembra essere pienamente in partita, riesce sempre a sbloccare la situazione e si trova a quota 6 gol. C’è poi Giovanni Simeone, il Cholito, che finalmente ha spazzato via quella timidezza, quella paura di andare in rete per rendersi finalmente più pericoloso, più aggressivo, più incisivo. Di Francesco ora può contare anche su Pavoletti che dopo 533 giorni, è tornato al gol contro lo Spezia facendo una vera e propria magia così come su Alberto Cerri che, finalmente, sembra avere l’occasione di guadagnarsi il suo spazio. Il Cagliari ha poi Sottil e Ounas, i due esterni che in attacco stanno dimostrando grandissima qualità. Il giovane viola, per il momento, ha avuto già chance di gioco, ha trovato il suo primo gol in Serie A e Di Fra non può che esserne soddisfatto. Adam Ounas, ex Napoli, è un giocatore unico nel Cagliari per le sue caratteristiche. Corre tanto, spinge ma a volte perde qualche palla di troppo.

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