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Cagliari, Altare unica nota lieta di una difesa ballerina. I voti de L’Unione Sarda

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È tempo di tirare le somme di una stagione iniziata male e finita nel peggiore dei modi. Il pagellone de L’Unione Sarda riguardante la difesa del Cagliari

La stagione 2021/2022 del Cagliari si è conclusa con il verdetto più amaro e doloroso: la retrocessione in Serie B. Una discesa negli inferi figlia di mille errori ma che ora dovrà essere da monito per attrezzarsi nel miglior modo possibile e tentare l’immediata risalita nella massima serie. L’edizione odierna de L’Unione Sarda stila il pagellone di fino anno: è tempo di tirare le somme.

I voti al reparto difensivo:

ALTARE 6: «Una delle poche note liete di questa maledetta stagione, pur con tutti i suoi limiti. Esempio di caparbietà, sempre sul pezzo. Il suo gol al 99′ contro la Salernitana ha consentito al Cagliari di potersela giocare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata».

CARBONI 5.5: «La sua stagione in una partita, l’ultima a Venezia. È stato uno dei pochi, pochissimi a provarci davvero. E alla fine ci ha messo pure la faccia. Ha commesso i suoi errori come tutti però si è rialzato quasi subito. Le otto panchine di fila tra fine gennaio e marzo gridano vendetta, oltre ad avergli tolto stabilità e ritmo».

CEPPITELLI 5: «C’è modo e modo di dirsi addio dopo otto anni e questo è il peggiore. Indubbiamente il difensore più affidabile quando il fisico glielo consente ma ha trascorso più tempo in infermeria che in campo e quando il Cagliari aveva bisogno di lui non c’era».

LOVATO 5.5: «Ha un grande futuro davanti ma deve mangiare ancora parecchia polvere. Autoritario, implacabile nel duello diretto. Sembrava insuperabile quando è arrivato, si è perso nel momento clou. E certi suoi errori sono stati fatali al Cagliari nel rush finale, l’ultimo a Salerno».

GOLDANIGA 5: «Dalle stelle alle stalle è un attimo. Ha cavalcato l’onda positiva all’inizio del girone di ritorno per poi abbassare il livello partita dopo partita».

WALUKIEWICZ 5: «Avvio sofferto poi il lungo stop per infortunio e quando è tornato non c’era più spazio per lui, e nemmeno il tempo per provare a riconquistarselo».

OBERT 5.5: «Una giornata di gloria da anti-Malinowskyi e poco più. Ha stregato tutti quel giorno a Bergamo, è poi inciampato nella partita successiva e non si è più visto».

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