Bonato: «Il mercato è stato complicato, ma lo sapevamo, ora pensiamo a vincere con l'Udinese» - Cagliari News 24
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Bonato: «Il mercato è stato complicato, ma lo sapevamo, ora pensiamo a vincere con l’Udinese»

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Le dichiarazioni del direttore sportivo del Cagliari, Nereo Bonato: ecco le parole rilasciate dal ds rossoblù

Ha parlato Nereo Bonato. In un’intervista avvenuta presso Casa Clàt, suite hotel nella città sarda, il direttore sportivo del Cagliari ha rilasciato alcune dichiarazioni presso i canali ufficiali del club isolano. Ecco, di seguito, le dichiarazioni del ds rossoblù:

SALVEZZA – «Il mercato è stato fatto pensando alla Serie A. Un mercato che è complicato perché la differenza con la Serie B era elevata. Inizialmente non volevamo stravolgere il gruppo della promozione. Avevamo la necessità d’integrare questo gruppo per aumentare la competitività tecnica della squadra. Abbiamo fatto scelte ponderate, pensate dopo la promozione. Abbiamo cercato di inserire elementi che sotto l’aspetto motivazionale e tecnico potessero darci quel valore aggiunto per giocarci con le nostre armi la salvezza».

CALCIOMERCATO – «I nostro obiettivi sono quelli di integrare questo gruppo in tutti i reparti. Abbiamo preso un portiere, tre giocatori nel reparto difensivo, tre centrocampisti e tre giocatori nel reparto avanzato. Volevamo portare dentro esperienza per la categoria: viene da pensare ad Augello, Petagna, Shomurodov, Jankto, Scuffet. Giocatori internazionali come Wieteska e Hatzidiakos e inserimento di profili giovani che portassero entusiasmo e voglia di emergere. Da qui le scelte di Sulemana, Prati e Oristanio. E’ stato un mercato equilibrato dove abbiamo cercato con oculatezza di accontentare il mister facendo tutti gli sforzi possibili dal punto di vista economico. E’ stato un mercato con dieci entrate e diciassette uscite contando i ragazzi andati in C. E’ stato un mercato dove il club ha investito: ci sono ragazzi futuribili come Sulemana e Prati, ma la filosofia è quella di avere un gruppo di giocatori di proprietà del Cagliari e così è stato».

FILOSOFIA – «La filosofia era mirata e volta a voler costruire un gruppo che possa durare nel tempo. Questo è importante perché dà continuità. La programmazione permette di avere, strada facendo, degli opportuni inserimenti d fare. Realtà come quella di Cagliari devono lavorare nel breve, ma anche nel lungo periodo. E’ fondamentale creare valore e senso di appartenenza, creare le condizioni per salvarsi e (raggiunto questo obiettivo) cercare di crescere e migliorarsi pian piano».

RINNOVI – «Sono arrivati i rinnovi di Luvumbo, Obert, Dossena, Desogus: è importante avere giovani di proprietà del club su cui lavorare. Sappiamo che questo è un anno difficile. Le matricole che passano dalla B alla A trovano difficoltà, ma se saremo bravi a raggiungere la salvezza avremo messo delle basi su cui costruire un futuro».

MERCATO – «Abbiamo cercato di comprendere le richieste del mister, d’investire sui giusti profili, abbiamo investito 20-21 milioni di euro, controbilanciati dalle uscite di alcuni giocatori. Mi sento di ringraziare la proprietà che ci ha sempre sostenuto e ci ha fatto operare al meglio. Grazie al Presidente Giulini e alla società: si sono fatti sforzi con l’obiettivo di fare qualcosa di solido. Altre realtà più consolidate hanno fatto un mercato diverso: noi abbiamo fatto un mercato metodico. Sapevamo dove volevamo arrivare. Quando si fa un mercato di “rifondazione” o comunque “ricostruzione” per la Serie A, a livello numerico qualche ragazzo in più c’è. Abbiamo avuto in estate infortuni pesanti come Lapadula, Rog, Mancosu, lo stesso Desogus. Complessivamente c’è qualcosa in più però questo ci ha permesso di lavorare al meglio. Abbiamo operato nel modo giusto, c’è grande soddisfazione».

RIFONDAZIONE – «La Serie A è un patrimonio da tutelare per tutto l’ambiente. Credo che il Cagliari sia un club storico, c’è un senso di appartenenza, c’è voglia di condividere qualcosa che consenta di fare un campionato di alto livello. Con tutte le nostre forze dobbiamo tutelare e preservare ciò. Quello che abbiamo vissuto nel mese dei playoff è stata una magia. L’unione d’intenti ha permesso di raggiungere questo obiettivo. E’ stata una delle esperienze più belle della mia carriera. Sono arrivato in un momento in cui lo scotto della retrocessione era ancora vivo. Ho incontrato un Giulini arrabbiato e deluso della situazione, ma altrettanto lucido. Con grande intelligenza ha voluto rilanciare questo progetto Cagliari. Ha avuto la lungimiranza di capire cosa servisse. Ha avuto una visione di lungo periodo importante: ha messo giù le basi con questa organizzazione societaria creando tre aree ben distinte con a capo una figura a cui fare riferimento. Questa è una delle armi di questo nuovo Cagliari, La condivisione ha fatto analizzare le problematiche, soprattutto quelle d’inizio anno. Erano tante ma dovevamo metabolizzarle e trovare soluzioni più adatte. La fortuna del Cagliari è stata questa disponibilità di avere persone che lavorano in un’unica direzione. Anche la parte esterna ha fatto la sua parte. La gente di Cagliari ci ha trascinato in questo percorso. Quest’anno sarà più difficile ma vogliamo mettere le basi in una categoria difficile. Se ci salviamo riusciremo ad affrontare tutte le insidie di un campionato in cui ci sono club che a livello di introiti hanno numeri impressionanti».

SERIE A – «Visto il calendario, visto che siamo una matricola, visto che il mercato si sarebbe concluso negli ultimi giorni, abbiamo messo in preventivo di avere delle difficoltà. Le prime tre gare sono state diverse: buon approccio col Torino, a Bologna abbiamo pagato errori d’esperienza ma sono basi su cui lavorare. La nostra forza e la nostra capacità deve esser quella d’interpretare le soluzioni opportune per superare questi problemi. La prossima gara con l’Udinese sarà un bel banco di prova. Da parte nostra deve esserci quella voglia di prenderci la vittoria con il nostro pubblico. Mi auguro che i Nazionali rientrano in condizioni ottimali per preparare una grande partita. Ci aspettiamo tutti di fare una grande prestazione. Ma nulla è scontato in Serie A».

PETAGNA E SHOMURODOV – «Ranieri ci aveva indicato il profilo di Petagna per l’attacco. Abbiamo avuto modo di confrontarci con il ragazzo che era motivatissimo, si è messo in gioco, ha rinunciato a dei soldi. Ha qualità, fisicità, voglia di tornare a essere protagonista come lor era stato alla Spal e all’Atalanta. Il Cagliari deve andare alla ricerca di motivazione e qualche operazione di recupero la dobbiamo fare. Discorso simile per Shomurodov. Ha avuto dei problemi di ambientamento, a trovare la condizione fisica giusta. Sta trovando la giusta chimica a livello tecnico tattico. In questo momento qua va aiutato. Alcune operazioni di recupero richiedono tempo».

SCUFFET E JANKTO – «Abbiamo ricercato profili che avessero voglia di tornare a fare esperienze positive. Jankto e Scuffet sono tornati in Italia per trovare continuità e voglia di riprendersi la scena italiana. Sono ragazzi che hanno grande voglia e durante l’anno daranno tutti quello che possono dare alla causa».

ORISTANIO, PRATI E SULEMANA – «E’ una strada di lavoro della filosofia della società: dobbiamo cercare giovani giocatori da portare in prima squadra e valorizzarli. Oristanio ha fatto qualche esperienza nelle leghe olandesi. Sulemana aveva fatto un po’ di esperienza in Serie A ed era più pronto fisicamente di Prati. Prati è un talento che Ranieri sta facendo crescere. Annhe lui potrà essere uno di quei ragazzi che faranno il bene del Cagliari».

HATZIDIAKOS E WIETESKA – «Sul mercato italiano non c’erano ragazzi che potessero fare al caso nostro. Quindi nella nostra area scouting abbiamo studiato dei profili internazionali. Abbiamo scelto Hatzidiakos e Wieteska che hanno esperienza internazionale in campionato e nelle loro Nazionali. Hanno anche un margine di crescita. Hanno tanta voglia di misurarsi nel campionato italiano, importantissimo e di altissimo livello per i difensori. Mettono la loro esperienza a disposizione del club e cercano insegnamenti per la loro crescita e la loro carriera. Saranno utili alla nostra causa».

RINNOVO NANDEZ – «Dopo due anni ha riabbracciato la Nazionale e siamo contentissimi per lui. Credo che tanto merito vada a lui ma anche al Cagliari che ha saputo supportare Nandez nei momenti di difficoltà. Dall’altro lato, per il rinnovo di contratto non ci sono aggiornamenti. C’è la volontà da parte di tutti di trovare una soluzione. Nandez spenderà fino all’ultima goccia di sudore per il Cagliari. L’accordo deve essere trovato in base a tante cose: il fatto che il contratto è stato fatto in un ondo del calcio differente. Vedremo se saremo bravi a trovare una soluzione positiva».

PEREIRO – «Non siamo riusciti a trovare una soluzione che potesse soddisfare tutte le parti. Rimarrà con la consapevolezza che si dovrà giocare le sue possibilità».

GIOVANI – «Ieri c’è stata l’apertura del centro giovanile, una platea di 200 ragazzi che hanno i loro sogni. Il Cagliari è soprattutto una squadra che crede nei suoi giovani. Lo scorso anno siamo stati contentissimi di avere dei giocatori che sono diventati titolari nella semifinale playoff e l’anno scorso si giocavano la semifinale dello Scudetto Primavera. Stiamo dando i segnali giusti . E’ un asset su cui fondare gli obiettivi di un club. C’è grande soddisfazione nell’ambiente quando un ragazzo delle giovanili gioca in prima squadra. Sinceramente mi sto trovando bene e mi auguro di poter lavorare qui a lungo e perché ci sono le basi per fare un percorso di crescita importante».

ERRORI – «E’ importante il rapporto fra club e tifosi e bisogna essere realisti, schietti. Gli errori ci saranno sempre. si lavora con tanto materiale umano nel calcio e a volte può essere positivo e poi negativo. Alcuni giocatori possono giocare bene um una piazza e meglio in un’altra. La gente deve capire che si sta facendo il massimo e si lavora per il bene del club. Si possono commettere degli errori ed è da qui che si deve ripartire per migliorarsi. Adesso diamo davanti a un’altra storia e a un altro step difficile da affrontare. In Serie A serve qualcosa in più che lo scorso anno siamo riusciti a prendere. Quest’anno dobbiamo usare e spendere tutte le nostre forze per fare bene nei prossimi anni».

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