Boi: «Bravo Pisacane a confermare lo stesso assetto nonostante gli infortuni. Per far bene si deve avere un’identità» – Cagliari News 24
Hanno Detto

Boi: «Bravo Pisacane a confermare lo stesso assetto nonostante gli infortuni. Per far bene si deve avere un’identità»

Giuseppe Boi, giornalista de “Il Tirreno”, ha analizzato la prestazione del Cagliari contro il Frosinone nell’undicesima giornata di Serie A. Il commento

Il riscatto del Cagliari, capace di interrompere la striscia negativa di quattro ko consecutivi superando il Frosinone per 1-0 con il sigillo di Michel Ndary Adopo, passa attraverso una spiccata dose di pragmatismo. In un lungo post su Instagram, il giornalista Giuseppe Boi ha tratteggiato il ritratto tattico e caratteriale della formazione rossoblù, paragonando l’atteggiamento sfoderato dalla truppa di Fabio Pisacane alle atmosfere ciniche del cinema western:

«BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI? Sì, come nel western di Sergio Leone. Brutti, perché di spettacolo se ne vede poco. Sporchi, perché anche nel successo prevale la sofferenza. Cattivi, perché ogni palla e duello sono decisivi e un gol basta per vincere. I primi due aggettivi sono peculiari dei rossoblù 26/27. Il terzo è quello senza il quale il Cagliari non fa punti. La vittoria sul Frosinone lo conferma. Non è certo colpa di Pisacane se il suo giocatore migliore è Caprile, portiere decisivo quanto un centravanti. Non segna ma non fa segnare, come tutto il Cagliari.

“Di solito portiamo gli altri a giocare nel nostro terreno, ma non ci siamo riusciti”, ha detto Alvini dopo che, per le scelte di Pisacane, il Frosinone ha dovuto fare possesso mentre in genere lo lascia agli avversari, non ha trovato campo per innescare gli esterni e gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti».

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La coerenza tattica di Pisacane e i singoli del Cagliari

A fare la differenza nel match contro la squadra di Alvini è stata la continuità del progetto tattico. Come sottolineato dal giornalista de Il Tirreno, il tecnico rossoblù ha scelto di non snaturare l’impianto della squadra nonostante la pioggia di infortuni che ha colpito lo spogliatoio isolano, valorizzando sia i giovani talenti sia gli elementi di maggiore esperienza:

«Per far bene devi avere la tua identità. E l’identità del Cagliari piaccia o non piaccia è difesa e ripartenze. È merito di Pisacane aver plasmato la squadra sulle qualità della rosa e di non averla stravolta con i ciociari. La scorsa stagione il modulo cambiava a seconda degli infortuni. In queste 11 gare – eccetto la difesa a 5 contro la Roma costata 4 gol – è rimasto lo stesso anche in emergenza come contro il Frosinone.

Una scelta che ha permesso di vedere un grande Grandu, non solo per le qualità del ragazzo, ma perché inserito in un quadro tattico tipico della squadra; un eccellente Kofler, non solo perché – come detto da chi scrive a suo tempo – è il futuro nel ruolo di difensore, ma perché ha potuto contare sulle certezze Rodriguez e Ze Pedro; un autorevole Romano, capace di annullare Schmid e fare da metronomo in mezzo al campo, grazie all’equilibrio raggiunto da tutto il reparto».

Le risposte sul campo di interpreti come Luca Grandu, Kofler e Romano confermano la solidità del blocco difensivo posto a protezione di Elia Caprile, coadiuvato da esperti come Rodriguez e Zé Pedro.

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Il cantiere offensivo del Cagliari: le prospettive di Giuseppe Boi tra Daniel Maldini e il mercato

Se la retroguardia garantisce certezze, il vero nodo da sciogliere in casa Cagliari riguarda la produzione offensiva e l’incisività negli ultimi venti metri. Nella sua analisi, Giuseppe Boi ha evidenziato i possibili sviluppi dell’attacco rossoblù, soffermandosi sulle rotazioni offensive proposte nell’ultimo periodo:

«Certo davanti manca ancora tanto. Ma i tridenti Fadera-Nzola-Mandela contro la Lazio e Trepy/Sugamele-Mendy-Maldini contro il Frosinone sembrano una strada che Pisacane vuole imboccare. E potrebbe diventare quella giusta se Maldini restasse costante, i giovani continuassero a crescere, i “vecchi” entrassero in forma senza rompersi e/o a gennaio arrivasse un regalo».

L’alternanza tra gli attacchi visti nelle recenti uscite — dal tridente formato da Alieu Fadera, Mbala Nzola e Mandela fino alle soluzioni con Yael Trepy, Sugamele, Mendy e Daniel Maldini — indica la strada maestra su cui Fabio Pisacane lavorerà durante la sosta per la Nazionale.

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