Barella e quella voglia di diventare grandi

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Nicolò Barella lascia ufficialmente il Cagliari: andrà all’Inter dove potrà giocare in Champions League e contendere lo scudetto alla Juventus

Dopo numerosi colpi di scena, la telenovela ha trovato il finale più aspettato e scontato. Nicolò Barella vestirà la maglia dell’Inter nella prossima stagione, lasciando il Cagliari dopo 13 anni. Era un predestinato, sin quando Gianfranco Matteoli lo scoprì nella Scuola Calcio Gigi Riva, portandolo giovanissimo nel settore giovanile rossoblù. Era stato considerato fin da subito il gioiellino della cantera di Asseminello e – nonostante le pressioni – ha mantenuto tutte le attese. Da piccola promessa poi è diventato una grande realtà. Per il Cagliari e per la Nazionale.

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TROPPO – Troppo forte per giocare con quelli della sua età, ha sempre alzato l’asticella. Anche con la Nazionale, vestendo l’azzurro dall’Under 15 fino alla selezione maggiore e facendo il suo esordio – prima del dovuto – a 21 anni. In poche partite è diventato un punto fermo dell’Italia di Mancini, con la quale ha già segnato due reti. Per il Cagliari quest’estate era troppo complicato trattenere un giocatore così. Sia per un discorso di plusvalenza (la più grande della storia del club) sia per la volontà del giocatore di fare un salto di qualità e alzare l’asticella.

DIVENTARE GRANDI – Nicolò Barella vuole diventare grande o meglio confermare di esserlo. In palcoscenici importanti come la Champions League, che solo l’Inter in questo momento gli avrebbe potuto dare. Non la Roma, che sul piatto aveva messo inizialmente un’offerta ben più allettante di quella nerazzurra (35 milioni e il cartellino di Defrel). In nerazzurro potrà invece lottare per traguardi importanti e affermarsi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa.

BANDIERE – Certo, sarebbe stato bello e romantico se Barella avesse deciso di restare in Sardegna, diventare la bandiera della squadra della sua città. Un lato romantico di un calcio che non esiste più e che Cagliari ha conosciuto tra Daniele Conti e Gigi Riva. Due miti nel destino di Barella, visti gli insegnamenti del capitano quando ancora giovane si allenava con la prima squadra e vista la scuola calcio in cui è cresciuto. Quella di Rombo di Tuono, orgoglioso del talento sardo che ha dato i primi calci ad un pallone nella sua società. Riva aveva scelto di rimanere anche perché il Cagliari, negli anni ’70, lottava per le zone alte della classifica, cosa che al momento la squadra di Maran non può garantire a Barella. L’ambizione può essere un’arma a doppio taglio, ma finora l’ormai ex 18 rossoblù ha sempre dimostrato di essere all’altezza di qualsiasi sfida. E la sua partenza non dovrebbe essere motivo di biasimo. Sia perché è giusto lasciar andare dove merita un giocatore del genere, sia perché i soldi incassati dal club per la sua cessione potrebbero aiutare il Cagliari a diventare un po’ più grande a sua volta. Senza rimpianti.