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Barella: «Sono uno che dà tutto quando sono in campo»

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Il gioiello rossoblù Nicolò Barella, convocato in Nazionale maggiore da Mancini, ha parlato in conferenza stampa a Coverciano: «Sono maturato tanto nel mio gioco»

Tempo di Nazionale italiana per il giovane centrocampista del Cagliari Nicolò Barella. Il 18 rossoblù ha parlato in conferenza stampa a Coverciano durante il ritiro Azzurro, toccando svariati temi: dal Cagliari alla sua esperienza con l’Italia maggiore, dando anche un parere su chi per lui è il miglior centrocampista del mondo: «Penso che uno dei centrocampisti più forti del mondo sia Modric, è un giocatore fantastico e mi piacerebbe prendere tutto da lui, ma penso che anche Verratti sia tra i top tre centrocampisti del mondo».

RESPONSABILITÀ, JORGINHO E VERRATTI – «Io sono uno che dà tutto, sia quando gioco con il Cagliari, sia con la Nazionale che con gli amici, diciamo che mi impegno sempre al massimo. La responsabilità maggiore la sento con la Nazionale, ma anche quando gioco con il Cagliari le responsabilità non mancano. Nell’Italia ci sono giocatori che hanno più esperienza di me, mi danno una mano e quindi probabilmente diventa più facile gestire tutto e mi danno la possibilità di fare ancora meglio. A me piace molto andare a recuperare i palloni, ma quando gioco contro Jorginho diventa impossibile andare a prenderli perchè lui ha già visto la giocata almeno 30 secondi prima che accada, mica di 5 secondi. Invece Verratti è impressionante perché non riesci a togliergliela dai piedi, fa passi troppo rapidi ed ha un’intelligenza di gioco clamorosa. Sicuramente giocare con due giocatori come Jorginho e Verratti o chiunque sia in questa Nazionale è solo un vantaggio. Sono dei grandi campioni e mi danno una mano. Io cerco di fare un po’ più di lavoro tra le linee e loro di impostare e quindi questo magari mi da più libertà nel mio gioco, riesco a svariare di più. Poi come dico sempre sono uno che da tutto e torno anche indietro, non sono uno di quelli che rimane solo tra le linee e quindi mi piace perché riesco a svariare bene e a fare tutto quello che piace fare dentro il campo».

LA STAGIONE CON IL CAGLIARIBarella ha proseguito l’incontro con la stampa parlando anche della sua stagione con la squadra della sua terra: «Penso di essere maturato tanto nel mio gioco, credo di essere più tranquillo, penso più a fare la giocata migliore per la squadra e non per me. In questo mi hanno aiutato tanto il mister e i compagni. In più la collocazione in campo mi porta a fare delle scelte migliori, gioco tra le linee ed ho più tempo per fare un passaggio e mandare in porta gli attaccanti. Non ho mai parlato di mercato con la societàa inizio anno mi sono preso l’impegno di restare fino a fine stagione. Quello che sarà il mio futuro non lo so nemmeno io, ad occuparsene sarà il mio procuratore. Le voci fanno piacere, ma adesso devo conquistare la salvezza con il Cagliari. Devo fare più gol, sto giocando più avanti come trequartista, per questo devo essere più pericoloso. L’anno scorso segnai sette gol, ora solo uno. E poi c’è l’aspetto comportamentale. Mi hanno attaccato l’etichetta di cattivone, ma non lo sono affatto. Se prendo tanti cartellini è perché non mollo mai».

LA FIDUCIA DI MANCINI – Mister Mancini confida abbastanza nei suoi calciatori più piccoli? «Sicuramente da quando sono arrivato nel calcio dei grandi c’è molto più affidamento nei giovani, questo lo sta dimostrando anche il mister che ha convocato dei ragazzi molto giovani tra cui me e ci sta dando fiducia. Ci sta lasciando liberi di esprimere al meglio le nostre potenzialità e questa è la cosa più importante perché è la fiducia quella che ti fa migliorare più di tutto. Per quanto riguarda l’U21 credo sia una grande squadra. Ci sono ragazzi che in poco tempo hanno maturato una grande esperienza in Serie A e B. Il mister sta dando molto credito a me, Zaniolo, Chiesa, Kean, Mancini e Pellegrini e arriveremo pronti per dare una mano alla Nazionale in questo Europeo 2020».

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