Arresto Cellino, il Gip: “Cagliari-Atalanta non si sarebbe dovuta giocare”

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Sul sito ufficiale de L’Unione Sarda emergono ancora particolari che riguardano il presidente Cellino nella vicenda Is Arenas. Come riporta l’edizione online del quotidiano, il dirigente del comune di Quartu Pierpaolo Gessa sarebbe stato vittima di numerose telefonate (“dai toni minacciosi”, come spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare) da parte del patron rossoblù che premeva per la concessione di dichiarazioni di conformità dell’impianto quartese che consentisse la disputa delle partite. In particolare risulta che Cagliari-Atalanta (dello scorso 2 settembre, disputatata a porte chiuse, ndr) non si sarebbe dovuta giocare” (come scritto nell’ordinanza), e che solo grazie alla dichiarazione di conformità di Gessa si disputò. Secondo il Gip non erano state rispettate le prescrizione impartite dalla Commissione Provinciale. “Fu grazie alla dichiarazione con cui Gessa si assunse la responsabilità di dichiarare la conformità dell’impianto alla normativa che la partita fu giocata” – si legge.

E proprio quest’ultimo che racconta di queste pressioni al pm durante un interrogatorio: “A causa di queste minacce mi sono anche preso la responsabilità di fare una recinzione provvisoria necessaria per l’apertura dello stadio in occasione della partita con l’Atalanta nonché di dichiarare l’idoneità dell’impianto per evitare che la partita saltasse”.

E la moglie del dirigente, interrogata anche lei, descrive come la situazione si sia fatta nel tempo sempre più intollerabile: “Pochi giorni prima del suo arresto mio marito mi ha confidato di sentirsi in pericolo e di essere sicuro solo a casa nostra. Temeva di essere oggetto di vendetta personale o familiare con riferimento ai lavori dello stadio”.

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