Angelozzi: «A gennaio siamo stati vicini a prendere Pisilli! Mi dispiace essere rimasto a Cagliari solo per un anno»
Ex Rossoblù

Angelozzi: «A gennaio siamo stati vicini a prendere Pisilli! Mi dispiace essere rimasto a Cagliari solo per un anno»

Guido Angelozzi, ex dirigente e uomo mercato del Cagliari, oggi è l’ospite di una trasmissione radiofonica per parlare del suo percorso in rossoblù e non solo

Guido Angelozzi ha vissuto una stagione importante in Sardegna e ha contribuito in modo importante alla crescita di Fabio Pisacane come allenatore. L’ex direttore sportivo del Cagliari, attualmente uomo mercato dello Spezia, è l’ospite del giorno di “Il Cagliari in diretta” sulle frequenze di Radiolina. Le sue parole:

ANGELOZZI PER FROSINONE – «Sono stato cinque anni e sono stati intensi e bellissimi, ho un rapporto speciale con il presidente che conosco da 28 anni. Dopo 5 anni c’è stata la chiamata del Cagliari e li ho lasciati in buone mani, ho un ricordo bello e affettuoso. La città mi accolse bene, gli auguro tanta fortuna in questo campionato perché le altre volte siamo stati sfortunati retrocedendo. Stanno facendo benissimo, sono una squadra spettacolare. Ci sono tanti giocatori che ho portato io, stanno portando avanti il mio progetto di una squadra giovane da Monterisi a Calvani, Palmisani e tanti altri. E’ stato fatto un bel lavoro e quest’anno con il fondo americano hanno fatto qualche acquisto importante. Hanno una squadra con anima».

CAGLIARI – «C’è ancora qualcosa di mio in questo Cagliari, sono stato molto bene quest’anno. A fine anno c’erano alcune cose per cui era giusto lasciare, il presidente voleva cambia. Ho un bel ricordo perché ho lasciato un bel rapporto con tanti, li sento. Ci siamo lasciati senza polemiche, mi fa piacere vedere il Cagliari che sta facendo un bel campionato, stanno proseguendo la strada che ha tracciato il presidente con un allenatore giovane. Abbiamo fatto 43 punti valorizzando tanti giocatori e stanno proseguendo lo stesso percorso».

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RIMPIANTO – «Mi è dispiaciuto essere andato via dopo un anno, sono stato sempre molti anni ovunque, solo a Cagliai solo un anno. Avevamo iniziato un bel percorso, ci siamo lasciati ed io ho avuto un po’ di amaro in bocca, anche se ho accettato la situazione. Sono tornato la terza volta a La Spezia, avevo un debito con questa città».

SCOPRITORE DI TALENTI – «Come si fa? Serve coraggio e una società giusta che te lo permette, anche avere un’ottima organizzazione. A Cagliari abbiamo fatto un buono scouting con Longo, ma c’erano già Muzzi, Sancamillo e Cossu. Andavamo molto d’accordo e setacciavamo ovunque, anche fino al Giappone e in Sud America. Quando hai dei collaboratori bravi è facile trovare giovani come Mendy, Trepy, Palestra e Rodriguez».

ROMANO – «L’anno scorso lo stavamo prendendo ma Massara non ce lo voleva cedere completamente, quest’anno è stato un grande colpo. Ha grandi prospettive, sono contento che sia arrivato a Cagliari. L’anno scorso siamo stati vicini a lui e anche a Pisilli a gennaio. Peccato perché alla fine non è stati possibile, quando è stato preso Romano ho fatto i complimenti a Pisacane e ad Accardi».

IL DS OGGI – «E’ cambiato molto il ruolo, c’è tanta gestione da fare, se uno ha la fortuna di lavorare in una società che ti dà spazio allora riesco a lavorare. Ora si fa più un calcio con gli algoritmi, una cosa che non mi piace, preferisco prendermi io le responsabilità. Poche società te lo fanno fare. Io ormai sono il passato, ci sono i giovani che stanno venendo su e che fanno fatica a trattare con tanti presidenti, fondi e società che si mettono in mezzo. Non dico che sono all’antica, ma faccio un altro calcio».

UN CONSIGLIO A PAVOLETTI CHE STA FACENDO IL CORSO – «Lo vedo bene, è intelligente e ha tanta personalità. Cagliari ha perso una persona molto valida e utile al gruppo. Deve fare esperienza e sta facendo il corso, gli serve sapere più lingue possibile: senza l’inglese non puoi fare il dirigente. Può farcela perché ha personalità ma serve anche aggiornarsi, non c’è di mezzo solo la tecnica ma anche il saper fare contratti e tante altre dinamiche. Se le capisce può diventare un grande ds in Serie A».

PUNTO DI RIFERIMENTO – «Quando ho iniziato era per scherzo, volevo fare l’allenatore ma ero in C2 e gli serviva una mano ed io conoscevo tanti perché avevo giocato nella categoria. Ho fatto corsi da manager e a Coverciano, prima serviva un anno, ora lo fanno in tre mesi. Io ho sempre ammirato Braida, è stato un punto di riferimento, un manager a 360 gradi, un aziendalista. Ma anche Foschi, Corcino e Sartori, osservavo quello che facevano nella loro carriera e mi è sempre piaciuto».

CAGLIARI-FROSINONE – «Pronostico? Partita aperta, ma il Frosinone gioca sempre per vincere, pressano altissimo tutto. Segnano tanto ma ti concede anche tanto, servirà stare attenti. Pisacane li avrà già sfidati e gli faccio l’in bocca al lupo. Non potò vederla perché noi in quel momento saremo in campo contro l’Ostiamare».

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