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2014

Addio a Zemanlandia, un sogno vissuto a sprazzi

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È finita. Di lui resteranno solo i ricordi uno storico 1-4 a San Siro, il poker rifilato all’Empoli e i mille gol sbagliati dagli attaccanti. Al Sant’Elia non vedremo più 8 uomini pronti a partire dalla linea del calcio d’inizio. Zdenek Zeman non sarà più l’allenatore del Cagliari. Il comunicato ufficiale è arrivato in mattinata: il boemo paga la classifica, le zero vittorie in casa e una rosa non all’altezza costruita quest’estate con Giulini e Marroccu.

Ora si abbandona il progetto, quello fortemente voluto in estate e che forse la società avrebbe dovuto difendere di più. Il maestro è costretto a lasciare la barca che affonda per lasciar spazio ad un capitano più adatto. Magari sarà proprio l’ex capitano del Cagliari Gianfranco Zola a prenderne il posto. O un’altra Z come Zenga. Tutto ancora da definire, l’unica cosa certa è che Zemanlandia è un sogno terminato, finito. Un’utopia che non vedremo nemmeno nell’isola della Sardegna, quella calma e senza pressioni che sembrava così adatta a lui. I tifosi l’hanno vista solo sprazzi, ammirando il Cagliari umiliare l’Inter a San Siro come ai tempi di Gigi Riva e offrendo un calcio spettacolare ma poco concreto. Proprio la concretezza è ciò che costa l’esonero a Zeman. Se il Cagliari avesse vinto le partite che meritava di vincere, dall’Atalanta fino al Milan e il Genoa, nessuno a quest’ora parlerebbe di esonero. Invece i rossoblù si trovano al terzultimo posto in classifica, con zero vittorie in casa.

«Il risultato è casuale, la prestazione no» è una delle storiche massime del boemo. Infatti le prestazioni, fino a dicembre, erano sempre state convincenti. Ma nel calcio i risultati, per quanto casuali, contano più di ogni altra cosa. Il “Maestro” è stato tradito dai suoi allievi prediletti: Sau e Farias. Il primo ha abbandonato i compagni a causa di un infortunio e la sua assenza è pesata nel 4-3-3 zemaniano, costretto a schierare Cossu prima punta. Il secondo ha sbagliato gol che a quest’ora mettevano il Cagliari in tutt’altra posizione, basta ricordare solo la trasferta del Tardini. La beffa finale è arrivata contro quella che, secondo i media, è la sua acerrima rivale: La Vecchia Signora. Quella Juve accusata duramente a fine anni ’90 e nel processo di Calciopoli e che a detta sua avrebbe compromesso la sua carriera. Quella stessa Juve che con un 3-1 si è sbarazzata della squadra meno zemaniana di sempre, disposta con un 4-4-2 che schierava sei difensori di ruolo. Quasi come uno scherzo divino disegnato da Eupalla.

“Il sogno non si avvera quasi mai” cantava Venditti. E Zemanlandia non si è avverata nemmeno a Cagliari. Sarà il tempo a dire se Babbo Natale ha fatto il regalo giusto ai tifosi rossoblù.

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