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Conferenza stampa Giulini LIVE: tutte le dichiarazioni del presidente del Cagliari

Conferenza stampa Giulini: il patron del Cagliari interviene nel giorno della presentazione del nuovo d.s. Pietro Accardi e del responsabile Max Canzi
(Elia Serra da Sa Manifattura) – Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, interviene in conferenza stampa da Sa Manifattura. E’ il giorno della presentazione del responsabile del settore giovanile Max Canzi e del nuovo direttore sportivo Pietro Accardi. Le sue parole:
CONFERENZA STAMPA GIULINI
INTRO – «Mi fa piacere essere qui con Canzi e Accardi, da qualche anno siamo in un percorso di ringiovanimento. Quest’anno ha portato a vari esordi dei ragazzi, tra settore giovanile e prima squadra, vogliamo portare avanti questa filosofia. Quando si parla di giovani ed usare nuove tecnologie c’è bisogno di trovare nuove professionalità che ti accompagnano in questo percorso. Accardi ad Empoli ha cresciuto tanti giovani talenti, con me lui Canzi ha lavorato con i giovani; il percorso sarà virtuoso. Teniamo all’unione tra prima squadra e settore giovanile».
RITORNI – «Felice del ritorno di Canzi e del fatto che Accardi collaborerà con Muzzi, il percorso di appartenenza all’isola sarà d’aiuto alla società».
ANGELOZZI E MERCATO – «Faccio rispondere il direttore per il mercato, con Angelozzi è stat un anno importante con la gestione di un allenatore esordiente, che poi ha risposto alle aspettative. L’esperienza di Angelozzi ha aiutato Pisacane».
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ACCARDI – «I motivi sono tre, sono rimasto aperto a Marcello Carli, l’unico con cui mi sento ancora. Pietro è cresciuto con lui, ho sentito lui per questo motivo. Dei giovani d.s. lui era l’unico libero e poi l’operazione Vicario, che abbiamo fatto assieme, è stata tra le più importanti per me. Ci eravamo già conosciuti umanamente».
INVESTITORI, STADIO, FIORI. SOCI INTERESSATI ANCHE AL MERCATO O SOLO STADIO? – «Non posso che ringraziare i nuovi soci, ci danno una prospettiva di 5/10 anni per la crescita. Ho una grande responsabilità, quella di migliorare questo club e bisogna farlo dalle fondamenta; non solo con il calciomercato. Mi sono reso conto che i punti li portano l’organizzazione societaria, le infrastrutture e professionisti aggiornati e capaci. Oggi nei confronti dei nuovi investitori ho la responsabilità di lasciargli un club al passo di quello che vogliamo. Conosco Max da decenni, già all’epoca lo volevo in quel ruolo, lui mi consigliò Beretta: credo in lui. Gli ho fatto un contratto di 5 anni per questo, potrebbe arrivare un progetto femminile di più alto livello. Accardi ad Empoli gli ha portato un percorso, passato anche dalla Samp, che l’ha visto crescere anche come ingaggio. Se ho a fortuna di essere qui con lui è perché ha fallito alla Samp, altrimenti sarebbe andato altrove. Le aree di miglioramento sono tanto, loro ci aiuteranno in questo senso. Umilmente sappiamo che il percorso è solo agli inizi, possiamo solo migliorare d’ora in poi, è quello che mi chiedono Fiori e soci. Sarà un mercato coerente fatto di gente da Cagliari, prenderemo chi ha fame e non chi ha i nomi».
ACCARDI, FUTURO – «Complimenti al ds e poi licenziamento? Me lo dice anche mia moglie (ride n.d.r.). Credo di non sbagliare dicendo che nella mia gestione è la prima volta che facciamo un triennale al suo ds (come lui a Muzzi). Il discorso che abbiamo impostato è di lunga durata».
SITUAZIONE STADIO, SCADENZA – «Grazie per la domanda, ci tengo ad approfondire. Come sapete per tanti anni il progetto è passato al vaglio dei troppi enti, se si vogliono fare stadi in Italia bisogna semplificare la burocrazia: si parla di una quindicina di enti. Abbiamo trovato molti ostacoli anche per motivi che ritengo umilmente futili, del percorso si è parlato poco, la gente non conosce questi ostacoli. Quando si è iniziato a parlare di vile denaro si sono riempiti i giornali, ma noi di soldi ne parliamo solo da un anno. Dico questo perché non credo che siamo lontani, entro giugno andremo in consiglio comunale ed entro luglio indire il bando, si potrebbe slittare però a settembre/ottobre. E’ normale che ci siano dei ritardi quando si tratta di istituzioni, perdere 2 mesi per gli aspetti economici è l’ultimo dei problemi. E’ stato un percorso di 10 anni davvero vergognoso, siamo in dirittura d’arrivo ed è normale il ritardo, non quello che è successo prima. Invito Governo e istituzioni a ragionarci anche per le altre città altrimenti è complicato per il calcio italiano. Una volta era impensabile che ci superassero campionati come Premier e Liga, in Francia l’europeo l’hanno ospitati da soli, non come noi con la Turchia. Lì l’hanno fatto con soldi pubblici, nel nostro paese siamo in ritardo; spero di poter ospitare Euro 2032 come città ma che lo possa fare davvero l’Italia».
LINEA VERDE – «Mi fa piacere dire che, come ha detto Pisacane, in Italia sembra che siano giovani fino ai 24 anni. Esposito e Gaetano con noi sono esplosi e li vedo come esperti, non giovani, all’estero sarebbero giocatori importanti in uno spogliatoio. Stiamo trattando un 2007 dall’Inghilterra che pensavo servisse alla primavera, ma non sarà così, loro dall’estero vengo per giocare in prima squadra, non in primavera. Programmazione fatta con gli investitori? Abbiamo voglia di programmare con i nostri soci, Fiori e Gupta hanno parlato anche con Canzi e Accardi. Dobbiamo riuscire a ripartire da un percorso importante, Accardi ogni giocatore mi dice un nome nuovo perché siamo una squadra appetibile, anche per giocatori che potrebbero giocare in Premier. Servono giocatori umili e disposti a venire per fare un percorso, non gente che vuole venire a fare un anno al Cagliari. Fa piacere vedere Palestra con la maglia del Cagliari? A me no, perché non abbiamo potuto creare un percorso con il giocatore, anche se è stata una fortuna prenderlo».
FUTURO E PROGRAMMAZIONE – «Ho l’onore di essere il presidente del Cagliari, cosa che mi rende ancora più felice date le tre salvezze e il percorso fatto. Abbiamo fatto buone cose nonostante infortuni e cose varie! Dopo Venezia c’è stato scoramento, c’è stata la voglia di abbandonare per questo è stata dura quella retrocessione, ma subito dopo siamo ripartiti. Ora vogliamo continuare questo progetto, dobbiamo farlo per il bene del Cagliari: ho la sensazione che stiamo andando nella direzione giusta».
ACQUISTI PRIMA DELL’INIZIO DELLA PREPARAZIONE? REPARTI DA RINFORZARE? – «Con Accardi e Pisacane abbiam parlato del fatto che siamo corti qualitativamente e quantitativamente, quel reparto va rimpolpato».
UNIPOL DOMUS. E’ UN COSTO PERCHE’ INVECCHIA? – «E’ uno stadio che sarebbe dovuto rimanere per 5/6 stagioni, non per tutti questi anni. Quello che dà fastidio è che avremo potuto aumentare la capienza delle curve di 2.000 posti, cosa che ci avrebbe dato più tifosi e diritti tv. Se avessimo saputo prima di questo percorso avremmo fatto uno stadio da 20.000. posti. Da qui a 3/5 anni potremo crescere a livello di settore giovanile e fare una prima squadra, magari andando in Serie A. In una realtà come la nostra noi potremo avere la possibilità di avvicinarci ai numeri di tifosi della Roma, e si potrebbe giocare alla Domus. Il primavera è competitivo, ma dovrà diventarlo ancora di più per noi, l’anno prossimo voglio che l’U20 faccia i playoff. Dobbiamo riuscire a far capire ai giovani che il percorso in primavera è importante, dobbiamo cambiare la mentalità anche grazie ad Accardi e Canzi. Dobbiamo avvicinare prima squadra e Primavera, com’è stato per esempio nel caso di Liteta».
PASSAGGIO DI PROPRIETA’, DA COSA DIPENDE? – «Dipende dalla volontà di entrambe le parti, come nel caso dei Percassi che sono in minoranza ma sono rimasti alla presidenza. Non abbiamo profondamente discusso del futuro, ad un punto ci sederemo e ne parleremo. Io sarò il presidente l’anno prossimo, poi più avanti vedremo se ci sarà la voglia di continuare assieme a bene. Ai soci interessa l’iter stadio, questo governa il possibile passaggio di società, ora abbiamo 50/50, c’è un rispetto tra soci. Il loro impegno per entrare non è stato banale! Oggi siamo una realtà stabilmente in Serie A, abbiamo credibilità e siamo appetibili».
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