
L’ex arbitro analizza l’episodio che ha preceduto il gol decisivo di Pinamonti: dalla posizione di Deiola alla scelta di Colombo di non interrompere il gioco. Ecco perché l’ex arbitro comprende la decisione
Non si placano le polemiche arbitrali dopo Lazio-Cagliari, sfida terminata 2-1 in favore dei biancocelesti e caratterizzata dal discusso episodio che ha preceduto il gol decisivo di Andrea Pinamonti. Al centro delle proteste rossoblù è finita la decisione di Andrea Colombo di lasciare proseguire il gioco nonostante Alessandro Deiola fosse rimasto a terra dopo aver ricevuto una violenta pallonata al volto. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, che ha proposto una lettura differente rispetto a chi ha contestato duramente la scelta del direttore di gara. Secondo l’ex fischietto, la posizione del centrocampista e soprattutto il comportamento dei giocatori del Cagliari avrebbero potuto influenzare la valutazione di Colombo, portandolo a non interrompere immediatamente l’azione.
Calvarese analizza il colpo subito da Deiola: la ricostruzione
Gianpaolo Calvarese ha ricostruito la dinamica dell’episodio, soffermandosi sulla violenza della pallonata ricevuta da Deiola e sul successivo sviluppo dell’azione.
SULLA DINAMICA DELL’EPISODIO – «Ieri, in episodio sul gol decisivo di Pinamonti, Deiola prende una pallonata da pochi metri, fortissima effettivamente, in volto. L’azione continua, gol. Se Deiola fosse stato nel pieno dell’area di rigore, allora avrebbe interrotto. Perché nell’area di rigore comunque tieni l’azione fuori gioco. Invece lui è a 5-6 metri fuori, più o meno. Quindi tu immagina sul dischetto, sicuro, lui, 100%. Lui avrebbe continuato a giocare, ma lui avrebbe interrotto perché tiene il fuori gioco e comunque in mezzo al centro dell’area».
Secondo questa interpretazione, il fatto che i rossoblù abbiano continuato inizialmente a giocare il pallone potrebbe aver contribuito alla decisione dell’arbitro. Un altro elemento evidenziato dall’ex direttore di gara riguarda la posizione del centrocampista rossoblù al momento dell’impatto.
Per Calvarese, dunque, la distanza di Deiola dall’area di rigore potrebbe aver reso meno immediata la percezione del rischio da parte di Colombo.
Si tratta di una spiegazione riferita alla gestione pratica dell’azione, non di una distinzione prevista dal regolamento: la gravità di un possibile infortunio deve essere valutata indipendentemente dalla zona del campo.
L’ex arbitro difende la scelta di Colombo: «Anche io avrei lasciato continuare»
Nella parte conclusiva della propria analisi, Calvarese ha richiamato la sua esperienza da arbitro, spiegando quanto possa essere complesso valutare episodi simili durante lo svolgimento di una partita.
SULLA DECISIONE DI COLOMBO – «Allora sì, lì faccio più fatica anche io che avevo sempre attenzione a quello che poteva essere uno sviluppo e un potenziale casino. Noi eravamo esperti perché non avevamo il VAR all’inizio, quindi dovevi capire e essere proattivo. Devo dirti che anche qua tutti parlano il regolamento, il regolamento. Poi in campo dobbiamo essere sinceri, io e te ci siamo stati. Lì tutti giocano, è fuori dall’area, non tieni l’azione fuori gioco. Io anche avrei lasciato continuare a giocare, non so che ne avrei fatto».
Una posizione che si distingue dalle valutazioni più critiche nei confronti dell’arbitro, pur riconoscendo la forza del colpo ricevuto dal centrocampista.
Cosa prevede il regolamento sul colpo alla testa: il punto dopo le parole di Calvarese
L’interpretazione di Calvarese riapre il dibattito sulla gestione degli infortuni durante le azioni offensive. La Regola 5 dell’IFAB stabilisce che l’arbitro possa lasciare proseguire il gioco quando un calciatore presenta un problema di lieve entità, ma debba interromperlo quando ritiene che l’infortunio sia grave. La tutela della salute degli atleti rimane quindi un elemento centrale nelle valutazioni del direttore di gara.
Inoltre, le disposizioni UEFA per le competizioni interessate prevedono l’interruzione del gioco in caso di sospetta commozione cerebrale, per consentire la valutazione medica.
Nel caso di Deiola, la questione riguarda soprattutto ciò che Colombo abbia effettivamente visto e percepito nell’immediatezza del colpo. Le dichiarazioni di Calvarese offrono comunque una prospettiva differente sull’episodio: l’ex arbitro ritiene comprensibile la scelta di lasciar proseguire un’azione che anche i giocatori del Cagliari avevano inizialmente continuato a sviluppare.
Resta così aperto il confronto su una decisione che ha accompagnato il gol del definitivo 2-1 della Lazio, alimentando le proteste della formazione di Fabio Pisacane.