
Il ko contro la Lazio conferma il momento difficile dei rossoblù: 12 gol subiti nelle ultime quattro partite e soltanto tre realizzati. Dalla solidità difensiva alle difficoltà offensive, ecco cosa è cambiato dopo l’ottimo avvio di stagione
Quattro sconfitte consecutive e una classifica che inizia a destare preoccupazione. Il momento del Cagliari si è complicato sensibilmente nelle ultime settimane e il ko contro la Lazio ha confermato le difficoltà attraversate dalla formazione di Fabio Pisacane. Dopo un avvio di campionato sorprendente, con 13 punti conquistati nelle prime sei giornate, i rossoblù hanno progressivamente perso certezze, incassando quattro sconfitte contro Monza, Bologna, Roma e Lazio. Un’inversione di tendenza evidente, che impone alcune riflessioni sul rendimento della squadra. Ma cosa non sta funzionando?
Cagliari, la difesa non funziona più: 12 gol subiti nelle ultime quattro partite
Il primo problema riguarda la fase difensiva. Nelle prime sei giornate, il Cagliari aveva costruito gran parte dei propri risultati sulla solidità del reparto arretrato, concedendo appena tre reti agli avversari. Nelle successive quattro partite, invece, sono arrivati ben dodici gol al passivo: quattro contro il Monza, due contro il Bologna, quattro contro la Roma e altri due contro la Lazio.
Un dato particolarmente significativo, considerando che i rossoblù sono passati da una media di 0,5 gol subiti a partita nelle prime sei giornate a 3 reti incassate per incontro nelle ultime quattro. Le difficoltà non sembrano riguardare esclusivamente i singoli difensori, ma anche l’organizzazione complessiva della squadra.
Le distanze tra i reparti, la gestione delle transizioni e la capacità di mantenere alta l’attenzione nei momenti decisivi rappresentano aspetti sui quali Pisacane dovrà intervenire.
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L’attacco fatica: soltanto tre reti nelle ultime quattro giornate
Accanto ai problemi difensivi emergono anche difficoltà nella produzione offensiva. Il Cagliari ha realizzato appena tre gol nelle ultime quattro partite, rimanendo a secco contro Monza e Bologna.
Le uniche reti sono arrivate nelle due trasferte dell’Olimpico: due contro la Roma, firmate da M’Bala Nzola e Daniel Maldini, e una contro la Lazio, ancora con Nzola. La squadra continua a cercare differenti soluzioni tattiche, ma non è ancora riuscita a trovare la necessaria continuità negli ultimi metri.
Il tentativo di schierare contemporaneamente Paul Mendy e Nzola contro il Monza non aveva prodotto i risultati sperati, mentre il ritorno all’unica punta contro il Bologna non aveva risolto i problemi realizzativi. Per Pisacane, dunque, sarà importante aumentare la partecipazione offensiva dei centrocampisti e migliorare la capacità di accompagnare le ripartenze.
Il Cagliari perde certezze nei momenti decisivi
C’è poi una questione che riguarda l’aspetto mentale e la gestione delle partite. Il Cagliari ha mostrato più volte di riuscire a entrare bene negli incontri, ma di non avere ancora la continuità necessaria per mantenere lo stesso livello di attenzione per tutti i novanta minuti.
Contro la Lazio, ad esempio, i rossoblù erano riusciti a sbloccare il risultato e a contenere per diversi minuti le iniziative avversarie. Dopo il pareggio di Isaksen, però, la squadra ha progressivamente perso campo e capacità di ripartire, fino alla rete decisiva di Pinamonti. Anche l’uscita anticipata di Fadera per infortunio ha privato Pisacane di una delle soluzioni più efficaci per mettere in difficoltà la difesa biancoceleste.