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Bucci il vero segreto della crescita di Caprile! Ecco come si è affermato il portiere del Cagliari

Elia Caprile negli ultimi dieci mesi si è completato in diversi fondamentali, tutto questo grazie al preparatore dei portieri Luca Bucci: l’analisi della sua crescita
Nel momento in cui Fabio Pisacane ha scelto di comporre la sua squadra di lavoro, ha deciso di puntare su profili esperti. Infatti è arrivato come vice allenatore Giacomo Murelli, una lunga carriera da secondo di Stefano Pioli. Ma non è solo lui il nome d’esperienza all’interno dello staff.
Infatti, nel momento di scegliere un preparatore dei portieri, ha deciso di affidarsi a un ex portiere con un grande curriculum in campo e diverse esperienze importanti da allenatore. Questo suo meditare ha portato alla scelta di Luca Bucci, preparatore dei portieri con una lunga esperienza dietro allenatori importanti.
Il curriculum di Luca Bucci
Dal 2011 al 2015 al Parma, con Colomba, ma soprattutto con Donadoni. Al Bologna, dove è stato in staff importanti ancora una volta con Donadoni, poi Inzaghi, un interregno con Miroslav Tanjga, ma soprattutto per 131 partite con Siniša Mihajlović. A quel punto poi Bucci è passato a fare il coordinatore dei portieri a Montreal, in Canada, per poi accettare la chiamata di Fabio Pisacane.
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Bucci fondamentale nella crescita di Caprile
La sua figura è importante, non solo per quello che è il suo curriculum ma anche per l’impostazione del lavoro e per gli effetti che ha prodotto, uno su tutti la crescita evidente di Elia Caprile.
Il classe 2002, in un anno e mezzo a Cagliari ha fatto grandi progressi e dopo 6 importanti mesi, nella scorsa stagione, è stato riscattato. A quel punto è stato posto alle dipendenze di un allenatore esperto e con un fine importante, ovvero rendere Caprile un portiere completo e non più solo un giocatore spettacolare.
Perché sì, Caprile ha fatto degli errori anche in questa stagione, ma li ha limitati al minimo. Se nei primi 6 mesi della sua esperienza ha inciso in modo positivo con parate spettacolari e strappa applausi, in questa stagione si è limitato allo stretto essenziale: limitare gli errori, crescere in quelle che erano le sue lacune e migliorarsi sotto diversi punti di vista. Tutto ciò è stato fatto con l’aiuto di Bucci e questo ha avuto degli effetti importanti sulla salvezza del Cagliari e sulla crescita del giocatore, arrivato quest’anno alla convocazione in nazionale.
Ora Elia Caprile è un giocatore più completo
Caprile è diventato un giocatore più completo, un portiere moderno. Era già capace di giocare con i piedi ed è migliorato ancor di più sotto questo aspetto. Era già capace di occupare la sua area con coraggio, ma aveva bisogno di crescere nella sicurezza e l’ha fatto; pur con la consapevolezza di poter migliorare ancor di più da questo punto di vista.
Era un portiere da parate difficili, è diventato un portiere capace di farle, ma capace anche di poterle evitare. Perché Caprile, sotto la guida di Bucci, è diventato un portiere capace di leggere i momenti della partita e di valutare in che posizione dover stare: seguire l’azione e alzarsi con la squadra quando si proietta in avanti, e essere in una posizione intermedia giusta per poter uscire ed evitare di dover fare delle parate difficili.
Il suo posizionamento tra i pali è migliorato ancor di più, perché se prima si parlava di un portiere fortissimo nelle uscite alte con una grande personalità (capace di giocare con i piedi), ora si parla di un giocatore che ha tutte queste qualità e ha ampliato il suo ventaglio. Uno che sta diventando un portiere sempre più simile a Buffon, ovvero non solo un portiere capace di fare la parata spettacolare, ma ancor più capace di non evitarla e di essere nella posizione giusta per dover fare una parata importante, sì, ma semplice.
Ecco, il lavoro di Bucci si è riflesso in questo. È stato utile da questo punto di vista, ha reso un portiere talentuoso, un portiere forte, ha reso un giocatore determinante in un giocatore imprescindibile per il Cagliari. Caprile deve tanto a Bucci e il Cagliari con lui.

