2014

Zeman: «Cagliari? Sento la fiducia dell’ambiente»

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La Roma nel passato, niente spirito di rivalsa per Zdenek Zeman, che resta legato però alla capitale, nella quale vive da poco più di vent’anni. Lo ha spiegato il tecnico del Cagliari ai microfoni di Tuttosport: «E’ stata una delle tante squadre che ho allenato», ha dichiarato Zeman, che ha parlato poi della vittoria della squadra di Rudi Garcia contro il Cska Mosca: «La Roma è davvero molto forte. Ho visto la partita alla televisione e forse era meglio se avessi fatto altro, così sarei stato più tranquillo. Comunque si partirà dallo zero a zero».

Se definisce il rapporto con Francesco Totti «come tra padre e figlio», l’allenatore boemo su Daniele De Rossi glissa: «Mai più sentito». E allora parlare dell’esonero diventa inevitabile: «Non faccio nomi, ma i problemi sono nati all’interno della società. Diciamo che io e alcuni componenti la dirigenza non la pensavamo allo stesso modo e il rapporto, alla lunga, si è compromesso». Nessuna preoccupazione sull’accoglienza dell’Olimpico, del resto Zeman è abituato a fare «il pieno di insulti allo Juventus Stadium».

L’attenzione si sposta allora sullo stato di salute del calcio italiano con il progetto di limitare il numero di stranieri: «Sarebbe un bel passo in avanti. Si darebbe più spazio ai giovani, che avrebbero maggiori possibilità di emergere. Faccio una considerazione personale: l’ideale era quando il numero dei giocatori dall’estero era limitato a tre. Allora si che c’era la necessità di ricorrere agli italiani. Non bisogna dimenticare che gli stranieri bloccano la crescita dei giovani. E’ una questione fisiologica».

Razzismo in Italia? Non per Zeman: «I cori si fanno contro chiunque, siano bianchi, rossi o neri. Solo che contro questi ultimi il tutto viene ingigantito ed ecco che scattano le squalifiche, con curve chiuse, multe e quant’altro».

Occhi puntati poi sulla Nazionale ed il debutto di Antonio Conte da commissario tecnico azzurro: «Impatto senz’altro positivo, ma la strada è lunga e irta di insidie. Conte ha tanta personalità. In Italia ci sono buoni giocatori e ha varietà di scelta. Starà a lui gestirli nel modo migliore e presumo vi riuscirà. Io ct? Assolutamente no. E’ un ruolo che non mi si addice. Io preferisco scendere tutti i giorni in campo e veder crescere la squadra pian piano».

Il viaggio di pareri e valutazioni si conclude sul Cagliari e sul percorso intrapreso dalla sua squadra per apprendere la sua filosofia di gioco: «Non saprei ora dare una percentuale, però ogni giorno noto passi avanti. So che possiamo fare molto meglio e i margini ci sono tutti. La mia è una squadra giovane e da forgiare sul campo. La sconfitta di domenica scorsa con l’Atalanta è stata assolutamente immeritata. Abbiamo tirato in porta il doppio di loro». Una cosa è certa: Zeman può contare sulla fiducia dell’ambiente. «Mi hanno accolto benissimo. Sento fiducia attorno a me, poi sarebbe meglio chiedere ai tifosi se sono soddisfatti del mio lavoro, anche se siamo agli inizi. Il calcio è bello proprio per questo: unisce e divide con estrema facilità. Io come Scopigno? Siamo profondamente diversi. Io me lo ricordo quando allenava. Vincere un campionato in Sardegna è stata un’impresa titanica, probabilmente irripetibile di questi tempi. Lui aveva anche Gigi Riva, e non è poco…».

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