Zazzaroni scrive sulla decisione dell’Is Arenas a porte chiuse

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Non è novità che il noto giornalista Rai Ivan Zazzaroni sia da tempo ben informato sullo scandalo Is Arenas e per questo molto vicino ai tifosi del Cagliari. Ancora di più nella giornata di oggi vista l’ufficialità della chiusura totale dello stadio quartese per la partita di sabato pomeriggio contro la Fiorentina.
Gente chiusa come Is Arenas, ma porte sempre aperte, naturalmente aperte. Gente speciale, condannata(si) a subire, tollerare; consapevole della distanza, dell’isolamento. Gente che non si abbatte mai però, ostinata, dura, dolce ma aspra anche con sé stessa.
Il caso Is Arenas – una dismisura che tracima ormai – mi ha permesso di conoscerla meglio, la gente cagliaritana, i sardi: posso dire di sentirli sempre più vicini.
Le istituzioni, innanzitutto quelle calcistiche, in primis la Lega di cui Cellino è vicepresidente, li prendono in giro da mesi; quelle locali se ne fottono di loro quando invece dovrebbero tutelarli.
Oggi per l’ennesima volta gli hanno chiuso le porte del loro stadio in faccia. Di uno stadio fatto in fretta, troppo in fretta, ma bene; di uno stadio non di proprietà ricostruito da un uomo scomodo, spesso eccessivo e arrogante anche, odiato e invidiato quale è Cellino, che dal 14 febbraio è in gabbia (carcere preventivo per l’accusa di peculato, un orrore).
Poche righe solo per ricordare a tutti che se quel che è successo a Cagliari, una situazione moralmente compromessa, fosse accaduto in un’altra piazza sostenuta dalla politica il problema sarebbe già stato risolto.
Complimenti ai sardi, italiani unici: se vi ribellerete non vi capiranno“.
Così l’ex direttore del “Guerin Sportivo” sul suo blog.

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