Ulivieri: «Caso Totti? Con O’Neill puntai sugli stimoli»

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I giocatori non possono essere gestiti con le stesse regole: non tutti meritano lo stesso trattamento. E’ questo il pensiero di Renzo Ulivieri, che per prendere posizione in merito alla vicenda Totti ha tirato in ballo la sua esperienza alla guida del Cagliari nella stagione 1999/2000: «Non c’è ingiustizia più grande che trattare in modo uguale chi uguale non è. La chiave è toccare le corde giuste. Al Cagliari avevo un bel talento, Fabian O’Neill: lo impiegavo in mezzo al campo, con Berretta mediano destro. Quando affrontammo la Juve decisi di invertirli perché non mi convinceva opporre O’Neill a Zidane. Fabian sulle tracce di Davids mi sembrava una sorta di compromesso. Così puntai sugli stimoli di O’Neill. Il martedì mi feci vedere da lui incupito, al punto da farlo preoccupare: “Mister, ma che succede?”. Gli illustrai il cambio e poi aggiunsi: “Il problema non è la partita, bensì il fatto che con questa scelta mi potrebbero togliere il tesserino…”. O’Neill mi fissò negli occhi: “Ci penso io!”. Disputò un match fantastico e in estate fu acquistato dalla Juventus. Quando c’è la partita deve valere un principio uguale per tutti: gioca chi è più utile alla squadra», ha raccontato l’attuale presidente dell’Associazione Italiana Allenatori a Tuttosport.

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